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La febbre del pre partita.

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Sono spiaggiato a letto.
Obbligato da uno stato di salute precario.

Il naso da cui cola la narigia come se fosse la cascata del Toce, è stato il primo grado di giudizio emesso dalla Corte di Assise: probabile influenza.
Poi un mal di gola sospetto: avete presente quando avvertite quel dolorino antipatico durante la fase di deglutizione? Ecco proprio così. E si tratta del secondo grado di giudizio, questa volta di pertinenza dalla Corte di Appello: Mal di gola!
Aspettiamo il terzo verdetto, quello più importante, quello del termometro che assolve o condanna, quindi cinque minuti e la Cassazione avrà stabilito se confermare o meno il grado di giudizio espresso dai due organi precedenti.

Intanto Nonnalanto, prevedendo come andranno a finire le cose, sta indossato uno strano cappellino bianco con la croce rossa al centro e aspetta con le braccia conserte manco fosse la direttrice di un lebbrosario.

Io, in evidente stato confusionale dovuto ai probabilissimi 38 se non addirittura 39 gradi e oltre, aspetto speranzoso che le ossa della schiena, delle gambe, delle spalle, finiscano la loro dolorosa riunione e ritornino ognuna al loro posto.
Intanto sono passati solo due minuti ed è troppo presto per la sentenza della TermometroCassazione, quindi aspetto rassegnato e dolorante lo scorrere lento, anzi macilento, del tempo rimanente.

Proprio oggi che è Domenica e alle 15:00 il Novara giocherá allo Zaccheria contro i Satanelli, doveva capitare una roba del genere?!

A giudicare dagli sguardi di compatimento di Nonnalanto e di tutta la famiglia, nipoti compresi, ho il sospetto che non si siano resi conto della gravitá di ciò che mi sta capitando.

E pensare che una donna durante il parto prova un dolore così forte al punto che potrebbe facilmente immaginare come si possa sentire un uomo con la febbre!!
Intanto la testa,vagamente appesantita, mi ricorda che i restanti tre minuti sono abbondantemente trascorsi tra i risolini maliziosi dei presenti, mentre io, con ogni probabilità, ho la febbre così alta che nel termometro al posto di Mercurio ho Giove.

E pensare che quando ero piccolo e non esistevano quei marchingegni che si infilano nelle orecchie e che fanno bip bip, per stabilire se avevo la febbre, tutti gli adulti della famiglia e pure qualche vicino di casa, organizzavano una gara che consisteva nell’indovinare quale fosse la temperatura raggiunta, quindi in colonna, attendevano il loro turno per stamparmi sulla fronte un bacio prolungato quanto bastasse per poi sentenziare i gradi.
Esaurita la fila, con la fronte madida di saliva ivi lasciata, e prima che una mano ignota mi infilasse il termometro nel culo, qulcuno osservava con impareggiabile capacità di osservazione, quanto avessi la fronte grondante di sudore, che poi sudore non era, segno inequivocabile di brividi dovuti all’innalzamento della temperatura. Successivamente veniva proclamato il vincitore del concorso che non mancava di fregiarsi del titolo di “termometro umano”.

Ce la farò ad arrivare alle 15:00 in condizioni tali da consentirmi un livello minimo di lucidità che mi consenta di guardare la partita?
Non dico di capire tattiche e moduli, quelle non le capisco nemmeno quando mi trovo in piena forma fisico mentale, ma almeno riuscire a gioire il minimo sindacale quando il Novara farà gol … perchè oggi il Novara farà tanti gol almeno quante saranno le Tachipirine da mille che dovrò trangugiare in giornata, parola di febbricitante!!

Certo che però bisognerebbe studiare un metodo per non far capire all’influenza quando inizia il fine settimana!! Mai che si presenti in un giorno amorfo e insignificante come il lunedì o il martedì, sempre ammesso che non ci siano posticipi e turni infrasettimanali in cui giochi il Novara, ovvio.

E così, una cazzata dopo l’altra, è arrivato il momento della lettura del termometro.
Io non ce la faccio a sopportare tanta tensione e nello stato pietoso in cui mi trovo forse non riuscirei nemmeno a leggere il 37 rosso su cui fare riferimento.
Ci pensa il più grande dei nipoti, che ormai è un lipagiòn più alto di mè, a rendere pubblica la sentenza decretata dal termometro: ” Ma Nonno, hai solo 37,2!!!”.
Solooo??!!??!! Cavolo!! (edulcorazione di affermazione non pronunciabile in presenza di minori) di che colore è il 37 ? Rosso? Allora vuol dire che se la linea di mercurio si posiziona oltre è inequivocabilmente febbre, e qualora mancassero un paio di lineette
sarebbe “quasi febbre”, il discorso non fa una grinza.

Comunque, 37, 37,2 che sia, io sto di merda, e non capisco come le donne riescano a stirare, pulire, cucinare, insomma lavorare con la febbre, quando io con 37,2, inizio a salutare i miei cari.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

 

 

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Per non dimenticare.

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Un pensier di dubbio atroce mi gira a zonzo pè lo capo

come può il guerriero indomito svanir nel nulla come uno svapo?

 

raccolti fummo dalla terziaria serie e dopo gli anni del Signore

portati nell’alto dè lo cielo a giocar di calcio co’ prestigio e onore

 

“Venghino Siori venghino” urlò a gran vosce il guerrier giostraro

che di giri ne garantisco sol’ uno e se va bene forse un paro

 

Finì co’ l “va de retro”, lo tentar de frequentà l’ azzurro cielo

che su lo esito finale mejo sarebbe stende un pietoso velo

 

Cuscì lo guerrier giostraro, dai cortigiani leccato ben il su culetto 

d’alterigia e rancor tronfio, a li sudditi tifosi meditò un dispetto

 

“me ne vado, mollo tutto, m’ avete rotto li cojoni

in fin dè conti la A v’ho dato e un par de promozioni”

 

si d’accordo, quella frase che la A v’ ho tolta e v’ ho da ridare

o suvvia se scherzava pè chiede scusa che v’ ho da fare?

 

Lo sapete, ce si conosce, certe vorte me va de fà ‘r bullo

pronta c’ ho una famigliola con a capo il Patron Rullo

 

che l’ha detto e confermato lui c’ ha sordi e patrimonio

che se disce una buggia che lo furmini il demonio

 

fu ‘osì che in un momento se ritrovò incenerito

che di sano nun c’aveva nè un capello e manco un dito

 

mentre il presidente Cianci assai serio ma non troppo

nella borsa della spesa ci trovarono il malloppo

 

tre soldini oh perbacco !! che vuoi mai che cosa sia

l’è la mancia della bibite che venduto ho a la mi zia

 

E per correre ai ripari e non trovasse impreparati

tra ‘na bionda e una mora sarta fori il Pavanati

 

che a dì er vero l’anno prima ce provò con il Pescara

e a cacciallo a carci ’n culo la citta fasceva a gara

 

E tra una fidejussione zozza e un credito di imposta

a finire in quarta serie pare l’abbian fatto apposta

 

Ma il destino l’ ha provato a riscrive un po’ la storia

e il passato è garantito rimarrà nella memoria

 

Stian bene tutti insieme tra le nutrie a Novarello

chi c’ ha il 20 oppure il trenta chi in culo c’ ha un ombrello

 

che in dialèt, a tüti tri, iv na disi vüna bèla …

andì insèma a da via ‘l cü … e se piova cun vèrt l’umbrèla

 

Nonnopipo

  

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Quel gran genio del mio amico

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Il mio amico è semplice, certe volte anche buono di carattere e ha un’ anima che si scrive con l’apostrofo.

Altruista di sicuro, ciula le banane al mercato come Benigni faceva nel film Johnny Stecchino, per darle ai bambini bisognosi.

Il mio amico è sterile perchè fino ad ora non ha mai messo incinta nessuna donna, il mio amico non ha mai avuto una donna da ingravidare, o molto piú semplicemente non ha mai avuto una donna.

Lui ama il calcio, anche se in teoria e secondo logica, il calcio lui lo dovrebbe odiare, avendo preso una valanga di calci in culo dalla vita.

Ma lui ama il calcio; è pure tifoso di una squadra, che per lui è una grande squadra e io ci credo, credo a lui, eccome se ci credo!

Il mio amico ha denti quadrati che lo rendono tanto simile a un castoro, forse perchè rosica, anche se un castoro che si rispetti e che ha tutte le carte in regola, nonchè “le physique du rôle”, non rosica ma rode.

Il mio amico discende da una nobile famiglia, difatti la sua stirpe vanta riscontri tangibili giá nella Roma imperiale, dove un Re di nome Erode, giù in medio oriente, fece una strage, mentre il suo amico Nerone erose una cittá intera giocando a quel gioco stupido in cui devi trovare una cosa nascosta: “acqua acqua fuocherello fuoco fuocone incendio. Ecco, appunto, incendio.

Quando vide bruciare Roma, l’amico di Erode, eroso e iroso per quanto successo alla sua Roma esclamó: ” se sono erose efioriranno”.

Non efiorì un bel niente e il mio amico non potè stendere un pietoso velo su questa storia avendo finito tutte le mollette.

Il mio amico è un gran genio, ma con un cacciavite in mano non sa fare un cazzo, il mio amico … che però ha pochi parenti e poche risorse, ma possiede tutte le vitamine che servono.

Il mio amico è gaio e ride sovente, anche quando la sua squadra perde lui ride, ma non recita, ride perchè è uno che pensa positivo perchè è vivo ed è un fan di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti. 

Ma i Cherubini, unitamente ai Serafini, sono angeli che disturbano la Santa Messa della domenica con quelle cazzo di trombe, che il prete, storno come la cavallina di Pascoli, nemmeno sente. Tutte le volte, sto povero diavolo di prete, spedisce delle lettere a tutti: ai Corinzi, ai Colossesi, ai Tessalonicesi … “ma chi cazzo sono i Tessalonicesi!!!”, si chiede il postino che deve consegnare tutte ste cazzo di lettere, e soprattutto in quale campionato giocano ste squadre!!!

Fatto sta che nessuno gli ha mai risposto, e il povero sacerdote, a giorni alterni, si reca nell’ufficio postale più vicino a spaccare i maroni alle impiegate che, quando lo vedono arrivare, indossano velocemente un grembiule e con la scopa in mano si trasformano in donne delle pulizie.

Parlando del mio amico in modo serio, devo ammettere che nel ruolo di tifoso di calcio lui è proprio bello, di un bello che lo ripaga di tutte le angherie che subisce, il mio amico è studiato, ma non sa fare le operazioni perchè non conosce le tabelline, peró è allegro di mattina.

Ed è un gran tifoso della sua squadra, della quale ha una grossa fotografia appesa nella sua camera, ma gli piace la montagna, quella impegnativa, mica quei sentierini appesi a un prato, lui ama la montagna quella vera, quella scolpita nella fatica e nel rischio di non riuscire ad andarci a letto.

Perchè la montagna è un’amante, punto e basta.

Poi al mio amico ci piace il calcio, e va alla partita.

Il mio amico ha la lingua trasparente e il naso sempre umido, quando assiste alla partita, il mio amico.

Ma quando la palla entra nella storia dopo aver superato la speranza bianca di gesso, lui accende gli occhi cisposi con un interruttore che custodisce nella tasca bucata dei pantaloni.

Esulta come tutti gli altri, proprio come quelli che vivono in una altra arena.

Lui è tifoso del Novara, ma anche dell’Olbia e del Torino, e perfino della Gionzanese che non è mai esistita, e ultimamente anche del Rimini; si anche loro hanno bisogno del tifo del mio amico, che però non ama il mare perchè, dice, è egoista e nasconde sottacqua tutto quello di cui dispone e ti offre una sola alba e un solo tramonto al giorno, sto tirchione, ma mai e poi mai tiferà la Pro Vercelli, l’Alessandria, il Varese, la Folgore Caratese di proprietà del vil lebbroso.

Il mio amico mi ha detto che odia la politica, quella dei telegiornali e dei talc sciò, perchè la politica attiva lui la fa tutti i giorni, da quando prende il caffè appena alzatosi, fino al momento di spegnere la luce prima di dormire, lui è un gran politico, figlio di gran politici, tanti politici, solo politici, politici dappertutto. Vitalizi rubati.

Ma lui è tifoso del Novara, prima quello di prima e adesso quello di adesso, e quando va allo stadio sta in piedi in curva al centro di essa e urla, canta, sventola persino una bandiera in cui è raffigurato un grande giocatore del passato, ma lo trovi contemporaneamente anche in rettilineo dove protesta e insulta il guardalinee, e addirittura nei distinti dove peró sta sempre tranquillo. In tribuna no, non lo potrai mai trovare perchè a lui non piace scorreggiare sui seggiolini.

Il mio amico sogna sempre in bianco e nero, ma lo sfondo della scena è sempre colorato d’azzurro, perchè questo è il suo colore preferito, anche se il rosso, che è sempre stato nel suo cuore, è un altro sogno che si è arreso.

E mentre il mio amico era in coda per ricevere un sorriso, con il volto dipinto da uno sguardo senza peso, ha raccontato al vento la sua storia, e io l’ho regalata a pagamento a voi.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

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Io vi odio a voi rulliani

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E vi odio a voi rulliani, io vi odio tutti quanti,

brutta banda di ruffiani e intriganti,

camuffati bene o male da brava gente e santi

io vi odio a voi rulliani tutti quanti

Siete falsi come Giuda e dirvi Giuda è un complimento,

siete sporchi e lerci da far schifo ai porci

infangato avete un marchio senza tanti complimenti

io vi odio a voi rulliani delinquenti

io ti odio MDS che hai svenduto a questi cessi

più di cento anni della nostra storia

sei scappato come un ladro nella tana del perdente

io ti odio MDS connivente

Ma guardatevi attorno avete sparso immondizia

e Novara che è pulita non vi vuole

arroganti e maneggioni ignoranti e incompetenti

Io vi odio a voi rulliani impenitenti

E vi odio a voi rulliani, io vi odio tutti quanti

brutta banda di giullari e intriganti

camuffati bene o male siete sempre farabutti

io vi odio a voi rulliani vi odio tutti

 

Nonnopipo 

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