Il ciocco di legno (analisi tecnica di Foggia Novara) Analisi Tecnica

Mi ero preparato nel primo pomeriggio a scrivere, comunque, un altro tipo di intervento …. quell’insano amore che mi porto dietro per la maglia azzurra da cinquant’anni mi aveva portato a credere, con quell’assurdo ottimismo che accompagna tutti gli innamorati, che anche se avessimo perso avrei visto in campo una squadra diversa dalla partita con l’Avellino … una squadra compatta, quadrata, coesa.

Inoltre, per la prima volta, potevo vederla in tv, con tutte le mie comodità e, soprattutto, con delle riprese dall’alto che mi avrebbe fatto capire quanto mi ero sbagliato sabato scorso a dare dei giudizi senza la giusta prospettiva, con la visuale appiattita dal rettilineo.

“Vedrò sicuramente una macchia azzurra compatta muoversi per tutto il campo “ mi ero detto “ che anche se perdiamo siamo sulla buona strada”….

Una bella minchia!! …. prima dell’inizio il “genio incompreso “ mi aveva fatto incazzare per il mancato schieramento di Dickmann e Mantovani (che già li le madonne erano partite)….

Poi … poi… un’altra beata minchia !!! Il nulla assoluto avevo visto sabato scorso con la prospettiva schiacciata … il nulla assoluto (ma molto più nulla) ho visto oggi con le ottime riprese di Sky dall’alto … con l’aggravante che ste cazzo di riprese mi han fatto vedere quanto giochiamo male e quanto siamo slegati, in ogni reparto.

“… quel margine di sogno”

Già questa estate, massacrato dalle zanzare, avevo spiegato a Corini che il margine di sogno si coltiva, e germoglia ( perché se coltivi senza fare germogliare un cazzo non serve a niente), con gioco e risultati ….
Forse non mi ero spiegato bene… glielo spiego meglio:
Il margine di sogno si coltiva con reparti che si aiutano tra loro e che si muovono con coesione.
Il margine di sogno si coltiva adattando l’impostazione tattica agli avversari.
Il margine di sogno si coltiva utilizzando i tuoi uomini per quello che possono dare senza costringerli a fare brutte figure.
Il margine di sogno si coltiva … altrimenti non germoglia.

“La tattica del lancio a vanvera”

Noi invece, al di là delle disquisizioni sui moduli, giochiamo il classico calcio a vanvera.
Dall’alto vedi tre linee completamente staccate fra di loro; tre righe tracciate dentro al campo che si muovono sincrone …. il modo migliore per farsi infilare … come peraltro puntualmente succede.
Andiamo a fare pressione sul portiere alternando in uscita Sciaudone o Moscati ma dimenticandoci bellamente che dietro di loro RPDS ( la nostra nuova ceppa di minchia ) ha la velocità di un bradipo e l’aggressività di un cavalier king…. così tre passaggi e per l’avversario si spalanca il mondo.
Sappiamo di avere contro una squadra che fa della velocità di movimento degli esterni offensivi la sua principale caratteristica e mettiamo in mezzo alla difesa il palo della luce che, ma non è mica colpa sua, ha i piedi del Vannu quando giocava a calcio e la stessa velocità di RPDS.
Ci ostiniamo a giocare un misto di 451 0 433 con due uomini sulle fasce che c’entrano con le fasce come le zucchine con la carbonara … così sfianchiamo Maniero, restiamo scoperti, ed esponiamo Macheda e Di Mariano all’ennesima brutta figura.

Ma il massimo lo raggiungiamo quando riconquistiamo palla con l’unico modulo che dobbiamo aver provato e testato con cura in allenamento: il lancio a vanvera
Appena riprendiamo la palla, se riusciamo a non darla a RPDS ( che li la perdiamo subito per cui il problema non si pone ), ecco che uno a cazzo dei quattro di difesa ( spesso il palo della luce ) la lancia a vanvera per nessuno….

Oggi avremmo anche potuto vincere, così come avremmo potuto perdere…. non sarebbe cambiato un cazzo.

Da tre settimane ci ripetiamo, un po’ tutti per rincuorarci, che con Casarini, Dickmann, Mantovani e Maniero avremmo visto una squadra completamente diversa…. ce lo auguriamo ancora … ma un brivido sulla schiena mi sta correndo mentre l’ho scritto… perché ho paura che non sarà così.

La mia sensazione è che in quattro mesi di allenamento non sia stato assimilato il benché minimo schema …. e a questo punto o abbiamo 20 giocatori ignoranti o abbiamo un maestro che non sa le tabelline … e se le sa non le sa insegnare.

…..Un ciocco di legno, avvitato ed intestardito su se stesso, incapace per il momento di trovare, o cercare di trovare, una quadra che ci consenta di evitare, in futuro, figure di merda come quelle fatte nelle ultime giornate.

RIMANDATO … speriamo non al mittente

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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