Quando i panini e i selfie fanno la differenza. Racconti

I Dik Dik, gruppo divenuto famoso alla fine degli anni sessanta per aver offerto la versione in italiano del noto pezzo dei Procol Harum “A Whiter Shade of pale”, nell’interpretare la nostrana “vendo casa” ci tenevano a precisare che dopo un panino, una birra e poi, c’era la sua bocca da baciare, e invece noi dopo un panino, uno spritz e poi… ce lo siamo preso in quel posto per la terza volta di fila al Picco. E dire che noi, questa volta, si era iniziato con il piede giusto, ordinando lo spritz come Dio comanda, non come a Vicenza dove io e il mio Presidente Tano ordinammo uno spritz bianco che altro non era se non acqua ghiacciata e prosecco … una immane cagata!!

Se è vero che quando hai fame non devi guardare troppo per il sottile, è altrettanto vero che se segui una certa linea scaramantica, come del resto su questo blog è stato esaustivamente spiegato tempo fa con l’articolo il cui titolo non lasciava sorta alcuna di dubbio, “il direttore del piano scaramantico”, non puoi, appunto, improvvisare nulla.

Invece martedì sera qualche errore lo abbiamo commesso. Il vulnus sta in mezzo alle fette di pane che racchiudono gli ingredienti che hanno costituito il michettone consumato prima della partita : formaggio misto capra spalmato, prosciutto cotto, pomodoro a fette tagliate sottili, insalata.
Ecco, visto? Abbiamo trovato l’intruso, ovvero l’ingrediente che quando il Novara vinse 6 a 0 a Spezia facendo a pezzi il povero Guarna, non fu impiegato nella farcitura dei panini: l’insalata!!

Ma come possono due foglie di erba, per giunta coltivata sotto una serra, riuscire a influenzare l’esito della partita?

Io che non sono affatto superstizioso e convinto assertore che esserlo sia da ignoranti, ma non esserlo porta male, ritengo che il vero responsabile dell’esito negativo sia il selfie di noi quattro scattato con il panino, contenente l’insalata, tenuto in mano mentre solo uno dei quattro esibiva il bicchiere, anche se di plastica. Chissà chi potrebbe mai essere!!!!

Però bisogna essere onesti nel riconoscere quanta scaramanzia si porta appresso la partita che gioca la tua squadra, soprattutto se in trasferta nella tana dell’infido rivale di turno!!

Se partiamo dall’assunto che la superstizione null’altro è se non un’ idea contaminata dall’emozione, come puoi spiegare agli agnostici il fatto che quella volta in cui la fortuna ti diede un bacio si trattava del bacio dell’addio??

Ecco, martedì ho sentito sulla pelle il distacco che si stava consumando tra me, tifoso del Novara, e la fortuna stessa.
Tutti segnali inequivocabili, tutte premonizioni che non lasciano scampo, che, se analizzate, ti confermano che il bonus è stato giocato nell’episodio del gol Francescodimariano dell’ ultimo minuto; insomma, pare che la quantità di culo a disposizione sugli scaffali stia per terminare.

Premonizioni come quella che vede l’ultimo panino affidato al Presidente e da lui stesso diviso in tre magnanime parti (magnanime nel senso di magnare eh!!) equamente ripartite per placare la fame del Gufo e del Bebeto, che, passi il Bebeto che l’è un brav fiö, ma il Gufo no, cazzo!! il Gufo senza i coriandoli perde il suo potenziale benefico in un range valutabile tra il 30 e il 48 %. Non gli puoi dare un pezzo di panino senza aspettarti tragiche conseguenze, con quel soprannome poi!!!!

Se poi pensiamo che in autostrada, a Sestri Levante, il Presidente è stato investito da una grandinata di quelle capaci di falciare il granoturco e che il costo di uno spritz recitava qualcosa come 4 euro virgola 25 centesimi cadauno, che moltiplicato per quattro stabiliva un risultato la cui cifra dipingeva inesorabilmente un quadro a tinte fosche che nemmeno la pittura oscurantista sarebbe riuscita a fare meglio, si può capire il motivo di tanta preoccupazione.

A proposito, provate a moltiplicare 4,25 x 4 e, dal risultato, capirete perché, qualora si intravedesse una luce in fondo al tunnel, si tratterebbe dei fari del treno, e avrete capito che prima o poi la fortuna per noi tifosi dell’azzurro colore, in trasferta o al Piola, girerà … si … ma alla larga.

Epperò l’acme della frustrazione, condita con quell’inevitabile senso di impotenza che ti assale quando devi affrontare un lungo viaggio di ritorno, sapendo di non avere più posto nel bagagliaio dell’auto dove riporre le tue voluminose pive nel sacco, lo raggiungi quando il Guido che guida ti obbliga, come se non bastasse la batosta subita sugli spalti spezzini, ad ascoltare, in collegamento streaming, le domande che il Faranna sta ponendo agli addetti ai lavori che gli capitano a tiro di microfono, e questa, onestamente, mi è parsa una punizione esagerata.

Ore 01:57 stanco come un criceto a cui hanno tirato vigliaccamente il freno sulla ruota, imbocco con rassegnata indifferenza le ultime strade che a casa mi condurranno.
La radio, con una casualità fortemente sospetta per non essere frutto della cospirazione orchestrata dalla sfiga, trasmette la cover dei Dik Dik “senza luce”… lo so che non ci crederete, ma in quel momento, al mio passaggio, i lampioni si sono spenti.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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