Avanti il prossimo. Editoriale

Il rischio più grande di chi si espone tirando in ballo, come ho fatto la scorsa settimana, quelle strane cose tipo le sensazioni esoteriche, il karma ed altre cazzate facilmente smontabili da qualsiasi persona dotata di cinica razionalità, è quello di fare una figura da pirla picchiando immediatamente la testa contro la cruda realtà dei fatti. E invece. Sì, perché sfido chiunque al 94′ esimo di ieri a non aver benedetto il Dio culo, al di là della bellissima azione, al di là del tiro cercato (che in realtà è da inizio anno che Di Mariano ci prova dalla stessa posizione con risultati parecchio differenti) e al di là di qualsiasi altra considerazione; il Dio culo divinità in passato spesso così maestosa nel presentarcisi contro togliendoci fortune per distribuirle ad altri nemmeno fosse Robin Hood. Vincere all’ultimo minuto di recupero fa parte di quelle variabili che nel calcio esistono da sempre, come un rigore parato o un autogoal clamoroso, però quando questo succede a tuo favore è indubbio che ti lascia nel cuore una sensazione di onnipotenza incredibile, che ti mostra la realtà ancora più bella di quello che è. Ho imparato però che non si deve stuzzicare troppo l’orgoglio del Dio culo, entità molto più potente della Dea bendata che proprio perché bendata bacia a caso e senza logica. Il Dio culo invece è la massima espressione della buona sorte, colui che sa sempre chi e come colpire, ma soprattutto chi e come affondare senza pietà. Per cui suggerirei di dimenticarci di lui, prima che si stanchi e torni a fare quello che con noi ha sempre fatto.

Tornando sul piano un po’ più logico, è incredibile come riusciamo ad essere bellissimi nella nostra drammatica bruttezza. Non tiriamo praticamente mai, e questo è uno dei principali problemi che ci trasciniamo da quando è iniziata la stagione, abbiamo un centrocampo lento che non riesce a macinare gioco, peraltro reparto pure incompleto a causa dell’infortunio di capitan Casarini, abbiamo due esterni attualmente in campo che faticano a spingere come dovrebbero e un attacco a cui manca sempre il vero attaccante.  Il goal di Di Mariano allo scadere ci ha trasformato in azzurro un cielo che stava volgendo al nero uragano, perché occorre essere onesti e ammettere che se ieri avessimo trovato una squadra un pelo più decente di questo Cittadella, forse il peggiore degli ultimi anni, la partita sarebbe potuta tranquillamente finire tanti a pochi per gli avversari. Ma così non è stato.  Tutto quello che abbiamo fatto in queste quattro partite e i nostri sei punti portati a casa sono tutti limpidissimi. Non un favore, non una situazione dubbia fischiata  a favore, nessun regalo ma anzi, parecchio ci è stato tolto. E per questo penso che siamo davvero bellissimi proprio per la nostra inattaccabilità nei confronti dell’esterno e la forza che stiamo dimostrando di avere.

Quattro giornate sono davvero poche per capire come sarà questo campionato, ma sto maturando la convinzione che la nostra paura per la presenza di un numero così elevato di compagini tecnicamente (sulla carta) superiori sia in realtà un grandissimo vantaggio proprio perché ad ogni turno c’è qualcuno che toglie punti all’altro e c’è chi si annulla a vicenda, formando appunto una classifica fatta di un grosso gruppone di squadre cui sarà fondamentale riuscire a rimanere aggrappati. Penso che il Novara abbia margini di crescita davvero importanti e che, per come è strutturato tecnicamente e per le defezioni e problemi che ha avuto da inizio campionato, sia riuscito a fare qualcosa di davvero apprezzabile. 6 punti, che sarebbero tranquillamente potuti essere almeno 8, dimostrano che la nostra squadra ha tutte le caratteristiche per poter rimanere ancorata in quella famosa zona “tra il quinto e decimo posto” , tale da darti sempre quella necessaria tranquillità per poi giocartela in primavera coltivando quel famoso margine di sogno tanto caro a Mister Corini.

C’è però ancora tanto da lavorare, non dobbiamo dimenticarcelo. Siamo ad oggi una squadra che potrebbe correre su un’autostrada ma che è ancorata su un ponte tibetano traballante, e cadere giù è questione di nulla. Siamo chiamati ora per ogni prossima partita a dimostrare qualche miglioramento, che ci di ancora più convinzione. E proprio perché la convinzione dei nostri mezzi è uno degli ingredienti fondamentali per il successo, penso che oggi sia utile solo gioire per questa vittoria senza farla troppo lunga soffermandoci sulle cose che non vanno, ma anzi evidenziando solo il bello. Corini che esulta manco avesse vinto una Champions è bello, la panchina che invade il campo per esultare come ai tempi della cavalcata di Tesser è bello, Di Mariano che si prende una grossa rivincita alla faccia di chi lo scorso campionato lo ha dimenticato per mesi è bello, e noi che abbiamo goduto come pochi è bellissimo. Pensiamo solo a questo. Siamo meravigliosamente belli nella nostra bruttezza e questo ci rende semplicemente unici. Avanti il prossimo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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