Il nonno incazzato Racconti

Ho deciso di uscire allo scoperto e di dare la stura alle cose che mi stanno sui coglioni almeno quanto la Fornero e il mummione bocconiano Monti.

Banale, poi di questi tempi tetri e bui, risulta essere l’argomento che vado ad affrontare.

Perché mi stanno troppo sulle balle le societá che arrivano in serie A o B provenienti dalle serie minori, dopo essere state spedite ai margini del calcio che conta per punizione in seguito a gestioni fallimentari che non definire disinvolte e scellerate sarebbe come affermare che gli editoriali di Barbero sono scritti dagli autori di Zelig.
Debiti su debiti, a volte illeciti sportivi, quasi sempre buchi di bilancio talmente profondi al punto che, se ripianati, la fossa delle Marianne potrebbe essere annessa alla pianura padana, hanno prodotto discrepanze valutarie impossibili da sanare.
E così, a distanza di qualche anno, queste squadre tornano in scena assecondate e schifosamente celebrate dai media, come un sano esempio da seguire, media che non perdono occasione per descrivere, con roboanti aggettivi scelti tra le parole del vocabolario dei leccaculo, improbabili imprese titaniche, che invece sono avvenimenti conseguenti a un passato recente e triste di negativitá, anzi di cose brutte.
Tornano; arroganti e spavalde come quando si vantavano di aver messo sotto contratto un’ottantina di giocatori o forse piú, essendo questa, secondo un protocollo vizioso e spregiudicato, la strategia vincente, quella che avrebbe consentito una lungimirante ricchezza societaria, nonchè sportivamente vincente.
Gli altri, quelli normali che fanno dei conti in regola una virtú, quelli che se possono pagano e se non possono rinunciano, quelli che fanno il passo della gamba lungo non un centimetro in piú rispetto alla massima estensione possibile, sono tutti dei coglioni, poveracci e straccioni.
Mi stanno sui coglioni ( balle sarebbe troppo benevolo e goliardico) in quanto tornano protetti dal sistema che, dimenticando il passato, celebra solo il presente, non vedendo l’ora di ampliare il bacino delle utenze televisive e di riannoverare una società importante tra i grandi del calcio che conta; qualche rapido accenno al recente passato è il segnale che la purificazione e avvenuta.
Di fatto, ma solo all’apparenza, queste societá a nulla hanno a che fare con quelle fallite e retrocesse!!
Troppo comodo fare i froci con il culo degli altri, però ; troppo semplice fare finta che il passato non conta, troppo qualunquistico e fors’anche pavido non assumersi almeno le responsabilità morali riconoscendole e facendone pubblica ammenda, non fosse altro per il rispetto dovuto ai tifosi; troppo comodo prendere solo il buono di oggi gettando senza scrupoli il passato alle spalle!!
Quando con la spugna si cancella il gesso scritto sulla lavagna, un alone di bianco indiscreto e prurigginoso rimane a testimoniare l’errore commesso, quindi non rompetemi i coglioni affermando che di altra scrittura si tratta.
Avrei io stesso seri problemi a dover identificare il mio Novara con un nome diverso dall’attuale, ovvero Novara 1908, sulla falsariga di quello che la nuova societá marchigiana, ad esempio, ha imposto all’Ascoli: Ascoli Piccho!! Ve lo immaginate un “Novara la Rana” o un territoriale e storico nonché atmosferico “Brumal Novara”??? Robi da stent a créd!!!
E allora che non se la tirassero piú di tanto, Parma compreso, a cui il calcio italiano ha dato molto di piú rispetto a quanto dalla societá emiliana avesse ricevuto.
E, se possibile, il Parma, rinunci a quegli atteggiamenti da “grande” squadra di nobil lignaggio che, se per caso incrociavi sulla tua strada, ti scrutava dalla testa ai piedi dall’alto del suo imponente capitale finanziario poi dimostratosi letame, mentre ora che pasce su pascoli a noi noti e avvezzi, ti scruta come un pezzente conscia del suo potenziale tecnico e dei fior di budget profumati e freschi di cui dispone.
Che ci posso fare, mi stanno sulle palle queste purificate, queste verginelle deflorate e tempestivamente riverginizzate attraverso un’accurata chirurgia plastica che ne ha ricostruito l’imene.
Ma noi sappiamo che non è così, noi sappiamo come stanno le cose : noi innamorati del Novara, partendo da Quelli dell’Alcarotti per arrivare fino alla curva dei Nuares, siamo consci che quella squadra d’azzurro vestita, rispetto alla sua avversaria che domenica sera interpreterá lo scomodo e rischioso ruolo che fu di Golia a cui Davide fece un culo così, può orgogliosamente ergersi su di un piedistallo di soliditá impossibile da demolire.
Lo sappiano i parmensi, giocatori e tifosi, dirigenti e semplici simpatizzanti, e apprezzino la storia che domenica sera alle ventietrenta avranno l’onore di conoscere, cioé quella di una squadra che rappresenta tutta la cittá e la sua provincia e che mai, e sottolineo mai, è fallita.
È la storia a raccontarlo, non io.
Forsa Nuara tüta la vita.
Nonnopipo

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: