Rimaniamo in contatto

Editoriale

Tifosi moderni possibilmente non pirla.

Published

on

A regime, la prima cosa che faccio dopo la colazione domenicale è quella di buttare giù un articolo per Novara Siamo Noi partendo da un’assoluta certezza: il risultato della partita che si è giocata il giorno prima. Questo è sempre un gran vantaggio per chi ha il compito di scrivere qualcosa perché quel risultato che viene fuori dopo 95′ minuti di battaglia sportiva è la sintesi di tutto ciò che ruota intorno al calcio. Poi è materia di psicologi e sociologi chiarire i motivi per cui, partendo dallo stesso punto, siamo capaci a dare letture diametralmente opposte e a sostenere teorie apparentemente bizzarre o ad arrivare a conclusioni incoerenti rispetto a quanto il tabellino dell’incontro ci ha detto, ma questo è proprio il bello e il brutto del mondo del calcio chiacchierato e scritto.

Ad una settimana esatta dal mio primo editoriale stagionale che sarà forgiato dal risultato della partita, trovarsi oggi a parlare di certezze relativamente al Novara Calcio è qualcosa che rasenta la fantascienza. Mi sarebbe piaciuto avere la certezza di Andrea, un ragazzo coi capelli rasta e lo sguardo un po’ fatto che per passione studia le stelle, e che una sera in albergo a Milano Marittima dove ho trascorso le vacanze ha messo a disposizione i suoi strumenti per mostrare le stelle agli ospiti dell’Hotel: “vedi quella stella luminosa? Ti sembra una stella invece è Giove! Non sei convinto? Allora guardala da questo potente telescopio…ecco ora lo vedi più nitidamente Giove?” No, per me (e per tutti)  quella rimaneva una stella uguale a prima, ma vabbè. Mi sarebbe piaciuto, inoltre, avere le certezze di quando, da piccolo, entravo in quell’alimentare nel “centro” di Scopello e chiedevo un pezzo di “toma del posto”, e la Signora mi dava un formaggio preciso. Ieri pomeriggio, proprio in quell’orario in cui normalmente il Novara gioca, sono entrato in quello stesso alimentare in cui ci sono entrato un milione di volte da piccolo e ho ho fatto la stessa richiesta alla stessa Signora (che a dirla tutta mi sta sui coglioni ancora oggi come allora), ma la risposta è stata “scelga lei quale vuole, ne abbiamo tanti tipi”. Ecco, il vero problema è questo. La mancanza di certezze.

E allora proviamo a cercarcele queste benedette certezze, come fanno gli inguaribili ottimisti o i ricercatori di altri tempi. La prima, appurato che tutto il mondo ha deciso che ad oggi non abbiamo gli interpreti per il 4-3-3 di Corini, le notizie da Novarello dicono che, in questa settimana, si è lavorato per un 3-5-2 che, sempre a detta di tutti, sarebbe più funzionale al nostro patrimonio umano di azzurro vestito. Posto che è tutto da dimostrare che si opterà per questo nuovo accorgimento tattico, se così fosse la prima certezza sarebbe proprio Eugenio Corini che, a differenza di quanto successo in serie a Toscano, Baroni e Boscaglia, sarebbe il primo allenatore a non sacrificare due mesi di campionato prima di capire (o che qualcuno gli faccia capire) che occorre cambiare registro. Una delle poche cose cui ho visto convergere la quasi totalità dei pensieri relativamente al tema “allenatore moderno possibilmente non pirla”, è quello di mettere al primo posto la capacità di adattare le proprie idee ai giocatori che ha a disposizione. Beh, credo siamo tutti d’accordo che se Corini, dopo un primo periodo speso a capire e a provare, ha capito subito (anche lui) che il 4-3-3 è cosa assai ardua e ha cambiato modulo, non so questo basti per poterlo definire moderno ma sicuramente basta a non definirlo pirla, e avere un allenatore che non è pirla è già un buon punto di partenza.

Seconda certezza è che, come successo sempre in serie a Toscano, Baroni e Boscaglia, abbiamo un DS che (ad oggi, va sempre ricordato, perché il mercato è ancora lungo) non ha consegnato all’allenatore una squadra con le caratteristiche coerenti al suo credo tattico. Anche qui, sul tema “direttore sportivo moderno possibilmente non pirla”, ho visto convergere parecchie idee sul fatto di saper consegnare al proprio allenatore una squadra che gli consenta di esprimere il suo modulo preferito. Non so se il sistematicamente non comprare i giocatori adatti al credo calcistico dell’allenatore che due mesi prima ha scelto basti per dire che Teti non è un DS moderno, qualche dubbio sul fatto che basti per poter dire che sia quantomeno un pò pirla onestamente li ho. Ma la storia dice anche che con Teti alla fine la svanghiamo sempre, quindi direi che è proprio lui la nostra seconda certezza più affidabile, sia nel bene che nel male. Ma comunque si parla di una certezza per cui può valere la pena accantonare momentaneamente i nostri pensieri negativi e bellicosi, perché per tre anni consecutivi la ragione è stata (anche e soprattutto) dalla sua parte. Il resto è appunto sterile esercizio dialettico.

La terza certezza è quella che rimaniamo straordinariamente ed eccezionalmente unici nel dimostrarci una tifoseria di teste di cazzo fatte e finite, ma con l’azzurro dentro il cuore e la corazza che ci ripara da qualsiasi danno. Siamo tendenzialmente sempre gli stessi, anzi qualche pezzo qui e là lo perdiamo per strada, ma quelli che rimangono bastano e avanzano per poterci far rientrare nella categoria “tifosi moderni possibilmente non pirla”. Siamo infatti sempre incazzati, spesso pure tra di noi, urliamo sui social ma siamo presenti ad urlare (anche se un po’ meno rispetto a quanto facciamo in rete) fisicamente ovunque, e dove non possiamo esserci in quel preciso momento scopri che ci siamo stati prima, e lo testimoniamo con qualche bellissimo adesivo colorato piazzato sui cartelli della precedenza o sui pali della luce, a testimonianza del fatto che “noi ci siamo sempre e comunque”. Siamo sempre devastanti nel nostro pessimismo e nelle nostre certezze sul fatto che sia tutto sbagliato e tutto da rifare, che moriremo tutti con atroci sofferenze e che sono tutti dei pirla. Ovviamente tranne noi. Ed è questa la più grande certezza che il Novara calcio deve avere: noi che combatteremo sempre al loro fianco. E’ la storia pluricentenaria del Novara Calcio che lo testimonia, ce l’abbiamo sempre fatta con le nostre contraddizioni, coi numeri scarsi, coi nostri litigi, col nostro essere teste di cazzo e con la nostra chiusura mentale siamo sempre esistiti e, a differenza di tanti altri, siamo rimasti sempre e solo noi: Novara Calcio 1908.

Il mio augurio che faccio a tutti ad una settimana dall’inizio del campionato è solo quello di rimanere sempre così, dei tifosi moderni possibilmente non pirla. E’ ora che i giocatori indossino nuovamente le nostre maglie, che peraltro quest’anno sono pure belle, e che dimostrino sul campo di non essere dei pirla. Sull’essere moderni o meno facciano come gli pare.

Claudio Vannucci

 

 

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Editoriale

…che lei salva lui!

Published

on

By

E cosa succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?

Che lei salva lui

Il celebre finale di Pretty Woman è ciò che più si avvicina alla realtà che abbiamo vissuto quest’anno. Un anno iniziato in salita, con tanti rischi e incognite, dove inizialmente ci ha visti tutti protagonisti uniti nel prendere per mano la squadra, proteggendo un improbabile gruppo col fine unico di salvaguardare, o meglio salvare, il nostro Novara. Unione che partita dopo partita si è inevitabilmente sgretolata, vinta da quei fatti che, inequivocabilmente, mostravano il disastro di un progetto low cost insostenibile e, forse, irrealizzabile. Il tutto durato fino a quando, col cambio di proprietà e la creazione di un nuovo gruppo, lentamente abbiamo assistito al ribaltamento dei compiti, questa volta con la squadra che ha preso per mano la piazza accompagnandola ad una salvezza che, dopo i soli 15 punti dell’andata, pareva irraggiungibile. E cosi siamo arrivati alle 20 di domenica 19 maggio 2024 quasi con gli occhi lucidi, forse pure un po’ magonati, perché quella fine di stagione più volte auspicata da tutti, e ieri sera arrivata, pone fine ad una storia probabilmente di irripetibile, quanto meno per come è maturata, e che ricorderemo tutti con affetto per sempre. Se prima tutto era da buttare, oggi ci sono molte basi sulle quali costruire una nuova stagione che non potrà prescindere da alcuni rinnovi: Gattuso in primis (mi risulta che con la salvezza sia scattato il rinnovo automatico), Urso e Ongaro. Quanto meno perché l’eventuale perdita rappresenterebbe un fatto impopolare e poco gradito.

Torno a ripetermi rispetto al precedente editoriale: ha vinto Lo Monaco, ha vinto la proprietà, ha vinto la filosofia dello spendere qualcosa in più. E adesso arriva il bello perché se prima si doveva parlare di costruire l’arca di Noè per salvarci, ora c’è da costruire un castello, ma soprattutto una nuova storia che speriamo non dovrà più raccontare angosce e paure di retrocessione. Concordo con chi sostiene che, talvolta, sia meglio una salvezza ottenuta con lacrime e sangue di una totalmente anonima e anaffettiva, ma è altresì vero che un lieto fine ottenuto una volta non rappresenta garanzia futura di finale analogo. E se oggi sono qui a raccontare la mia tristezza per la fine di questa stagione è solo perché ci siamo salvati (bene), perché se lo stesso gruppo avesse perso i playout oggi staremmo parlando di altro. Certamente siamo alla vigilia di un’estate molto più tranquilla della scorsa, in cui i nostri pensieri saranno solo rivolti al calciomercato inteso come un momento di speranza positiva e non come lo scorso in cui, al telefono con l’amico Faranna, la domanda che ci facevamo dopo ogni rumors era: “e chi cazzo è questo?”. Ma di questo avremo tempo per parlarne.

Oggi è tempo di goderci questa salvezza, e di rendere onore a chi ha contribuito a raggiungerla. Abbiamo vinto un po’ tutti, dove nel tutti ci metto quello zoccolo duro di tifosi che ha mangiato tanta, tantissima merda. Ma non ha mai mollato. E’ stato un anno difficile, soprattutto triste perché si è reso protagonista di tanti addii di cuori azzurri che ci hanno lasciato. E mi piace oggi pensare che siano tutti lì, un po’ magonati come siamo noi, ma felici per aver vinto. Perché poi il calcio si sintetizza cinicamente così: perdere una finale di playoff o vincere un playout alla fine porta allo stesso risultato: esserci ancora il prossimo anno. E noi ci saremo.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Abbiamo vinto tutti

Published

on

By

In queste occasioni la mia testa si divide sempre tra quella corretta scaramanzia che imporrebbe di non esporsi troppo fino a quando l’obiettivo non è stato raggiunto, e quel rispetto alla razionalità ed oggettività dei fatti che, ovviamente, mi fanno guardare con un po’ di disprezzo e noia chi fa notare quanto la salvezza sia ancora da conquistare. In questi casi mi e gli ricordo che il nostro compito è quello di essere tifosi, e pertanto dovremmo dare per scontato un approccio più umile da parte della squadra ma, contemporaneamente, più sereno nostro. Perché in tutto il mondo oggi è evidente come il Novara si sia salvato. Poi, certo, è tecnicamente possibile perdere con 3 goal di scarto la partita di ritorno, ma mi permetto di suggerire ai cultori del “non dire gatto se non l’hai nel sacco” di non eccedere in manifestazioni tafazziane porta sfiga. E che cazzo, siamo reduci da 9 mesi di merda, vinciamo in trasferta 1-3 la partita di andata contro una squadra che, ricordiamolo, con ieri ha perso 5 partite su 5 in questa stagione contro di noi, è così reato godere?

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) si sta delineando la vittoria di PLM. Ha avuto ragione lui. Ma soprattutto ha avuto la ragione la filosofia in base alla quale bisogna spendere per inserire in rosa qualità o, comunque, esperienza. Solo dopo si possono questionare alcune scelte che, oggettivamente se guardiamo il mercato invernale, non hanno pagato. Ma con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) nasce davvero la vera era PLM (& Co), perché è adesso che potrà agire costruendo una squadra da zero, senza il pensiero di una classifica drammatica e, auspicabilmente, con un innesto di liquidità sufficiente a far si che non si debba mai più convivere con lo spettro di una retrocessione.

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) è nata una nuova stella. O semplicemente si è guadagnata non solo la riconferma, ma una maglia titolare Gaston Ongaro, che per proprietà associativa rappresenta un’ulteriore vittoria di PLM visto che è stato un acquisto tutto suo. Forse il ragazzo ci ha messo un pochino troppo ad ambientarsi, forse ci ha messo un pochino troppo a trovare la forma, forse è anche stato un pochino sfigato ma anche un pochino troppo timido, ma certamente dal punto di vista tecnico sempre impeccabile. Certo andrà messo nelle condizioni di dare il meglio, e probabilmente gli va affiancato un “Felice Evacuo” del caso, ma il goal segnato ieri è cosa che difficilmente si vede in questa categoria.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica prossima) si è dimostrato quanto anche questa categoria non può fare a meno della tecnologia. Sono sempre stato un estimatore del var, sicuramente perfettibile e criticabile per alcune distorsioni al gioco del calcio che ha provocato, ma se è visto come uno strumento in grado di correggere un errore macro allora è perfetto. Come ho detto è perfettibile, e in tal senso grida vendetta il non goal della Giana, ma altrettanta vendetta avrebbe gridato la non concessione del nostro rigore apparso evidente a tutti allo stadio. Non posso non pensare a che campionato avremmo potuto fare se la tecnologia fosse stata presente in tutte le partite. Certamente non saremmo primi, ma magari ci saremmo risparmiati Fiorenzuola.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica) ha vinto anche tutto lo zoccolo duro del tifo novarese. Ieri davvero pochi gli occasionali presenti (magari sono stati occasionali da trasferta ma vabbè, ci sta) perché i cuori azzurri presenti al velodromo erano davvero quelli che ogni domenica sono lì a soffrire sugli spalti. Non solo non c’è stata competizione coi locali, ma quando siamo così c’è competizione solo coi mostri sacri di tifoserie della categoria.

E allora che arrivi domenica e si festeggi definitivamente. Ce lo meritiamo tutti.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Nessuna opzione diversa dalla salvezza

Published

on

By

Triestina Novara si sono incontrate dopo un girone di ritorno nel quale entrambe hanno conquistato lo stesso identico numero di punti. Solo che la prima giocava per provare ad ottenere il terzo posto mentre l’altra la salvezza diretta. Questo certifica nuovamente come il girone di andata, o meglio i primi tre mesi dello stesso, abbiano rappresentato qualcosa di molto simile ad una sentenza. Ma i numeri raccontano anche di un Novara in grado evidentemente di giocarsela oggi con la maggior parte delle avversarie a prescindere dalla classifica occupata da queste. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma se avessimo ottenuto all’andata gli stessi punti ottenuti al ritorno saremmo oggi al settimo posto, ovvero avremmo disputato un onesto playoff passando, se bravi e fortunati, uno o due turni prima di lasciare il palcoscenico a qualche altra compagine più attrezzata. Settimo posto che, tanto per dire, sarebbe stato ben più onorevole e lodevole di quel decimo posto ottenuto lo scorso anno da una squadra molto più quotata di questa. In chiave imminenti e molto probabili playout, anche se non lo ammetteranno mai, la verità è che il Novara FC è la squadra che nessuno oggi vorrebbe incontrare, e probabilmente lo stesso sarebbe capitato se avessimo dovuto disputare i playoff. Che qualcuno sano di mente a Fiorenzuola oggi possa sostenere che sia meglio giocare contro di noi rispetto ad una Pro Sesto, Pergolettese o Arzignano, non ci credo esista nemmeno se si materializzasse ora davanti a me. Detto questo, domenica prossima potremmo beneficiare di una combinazione di risultati favorevoli non così impossibile, anzi. Non dobbiamo infatti sperare in una sconfitta casalinga del Real Madrid contro il fanalino di coda, ma di tre risultati (vittoria Novara, pareggio o sconfitta Pergolettese, pareggio o sconfitta Pro Sesto) che tranquillamente potrebbero verificarsi senza che nessuno possa gridare allo scandalo, a differenza di alcuni risultati un po’ naïf successi le scorse settimane. Le buone notizie sono però finite.

Quel dannato minuto di ieri, nel quale in sequenza è arrivato prima il pareggio della Pergolettese e poi quello della Triestina in pieno recupero, può essere una mazzata psicologica devastante. Paradossalmente una sconfitta in Friuli per 4-0 avrebbe lasciato meno strascichi dell’ennesima beffa subita in tempo di recupero che, ormai, è diventato un marchio di fabbrica di questa stagione. Che una partita si possa risolvere nel recupero fa parte dell’ordine delle cose, ma che questo, nel poco bene e tanto male, sia ripetutamente successo è un qualcosa che difficilmente può trovare una spiegazione razionale. Non ne va bene una, e anche il primo fortunoso pareggio dei locali va nella direzione di una sfortuna inenarrabile. Così come l’ennesimo non fischio arbitrale in occasione del secondo pareggio, unito ad un possibile rigore non dato a favore, fortificano in me l’impressione che il “sistema” sia totalmente avverso a PLM. Il mio ultimo editoriale ha causato qualche critica, soprattutto dalla parte buonista e “verginona” del tifo, quella che va sempre bene tutto e che mai una volta faccia lo sforzo di capire una provocazione. E’ evidente che non chiedessi a PLM di presentarsi negli spogliatoi avversari o nel “palazzo” con gli assegni in mano, ma invece che facesse un po’ di casino e provasse ad influenzare il mood. Come fanno tutti i Dirigenti mestieranti del calcio, in qualsiasi categoria. Non so se questo gli è riuscito col Legnago evidentemente sceso al Piola in ciabatte, certamente non è riuscito ieri dove è arrivata appunto l’ennesima riprova di come, nel dubbio, il Novara debba essere penalizzato. Detto questo, sfortuna a parte, non può essere un caso che questa squadra non riesca a mantenere un vantaggio fino alla fine. Evidentemente ci sono limiti caratteriali molto più profondi, uniti ad una spirale negativa tale per cui, arrivi all’85’, e ti tremano pure le corde vocali.

A questo punto, salvo un lieto fine tra sette giorni, è arrivato il momento di tacere durante la settimana e di presentarsi allo stadio e fare la sola cosa che possiamo fare: tifare. La sola storia che fa fede è quella che viene scritta, quindi ringraziare oggi PLM perché in sua assenza saremmo stati al posto dell’Alessandria è una narrazione inutile in caso di retrocessione ai playout, così come dannarci troppo pensando all’inizio di questo campionato pensando ad un qualcosa che, in quel momento , non era possibile fare: vincere di più. Portiamo a casa la stagione e poi ognuno tragga le sue considerazioni, ognuno faccia le polemiche che vuole, ognuno si tolga i sassolini nella scarpa che ritiene. Solo dopo. Oggi serve salvarsi.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

NSN on Facebook

Facebook Pagelike Widget

Telegram

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.