Carpi, Carpi e ancora Carpi Racconti

A volte il destino è veramente bizzarro!
Il prossimo campionato riprenderá nello stesso luogo in cui il precedente scrisse precocemente la parola fine.

Certo, precocemente!! Perché l’impressione che, tifosi a parte, nessuno quei play volesse disputare, è piú che un sospetto. Dunque fine.
Fine, the end, Ende, конец, fin, 结束, نهاية… tanti modi diversi, innumerevoli grafie che “parlano” idiomi differenti per affermare che la vita, sovente, ti rimanda dove l’ultima volta hai sospeso ogni sorta di giudizio, lasciando in mano ad altri il tuo destino; quanto ben riposto non è dato a sapere.

Nulla di serio, per carità, nulla che non fosse risolvibile con un sorriso, nulla che non si potesse gestire limitatamente a  una trasferta al seguito della squadra che ami, perchè marcare visita a Carpi l’ultima di campionato a giochi quasi fatti, dove tutto era già scritto sul biglietto aereo per Catania che Boscaglia aveva già nelle mani da giorni, e i nostri play off già da tempo ammassati nel bagagliaio dell’auto di Galabinov caricata per le vacanze con largo anticipo, nonché su un pezzo di carta lasciato nell’armadietto vuoto sgomberato furtivamente a Novarello da Cinelli; tutto già definito, tutto scritto non nei cuori ma nella testa di personaggi che la nostra maglia l’hanno solo indossata e mai amata, guidati da un allenatore che da tempo aveva intavolato, discusso e chiuso un accordo con una squadra rivale, la cui partita al Piola contro di noi piú di un sospetto ha generato.
Leggo in questi giorni che la nemesi sta compiendo il suo lavoro che mi auguro possa portare diligentemente a termine.

Ma noi no, noi non potevamo lasciarci sfuggire l’ultima occasione, l’ultimo momento di stagionale aggregazione, l’ultimo sussurro di gioia e di speranza, perchè quella c’è sempre, e non avremmo mai rinunciato a quel mesto viaggio di ritorno per via di quel tratto autostradale, percorso quest’anno una valanga di volte, generoso di verve come un concerto di canti Gregoriani.

Ma cosa volete che vi dica; noi i conti di convenienza del tipo “ma cosa ci andiamo a fare, tanto è giá tutto scritto e deciso” non ne facciamo mai: chi può esserci, bene, altrimenti pazienza, sarà per la prossima, anche solo in due, ma si va.
Sarebbe un po’ come pretendere di impedire a un cane di abbaiare.

Ma loro, gli addetti ai lavori, quelli almeno che per contratto erano tenuti a crederci fino in fondo, avevano già deciso che i giochi sarebbero terminati: Fine, the end, Ende, конец, fin, 结束, نهاية; l’anima non l’avrebbero sputata in quella ultima gara che poteva valere i play off, se l’erano giá venduta al loro interesse e alla loro convenienza, come la maglia, il cui scudo rosso con la croce bianca, secondo alcuni, sta cucito sulla parte sinistra solo per un patetico caso o forse per un vezzo dello stilista.

Parlare oggi di Corini, qualunque cosa si possa asserire, si corre il rischio di incontrare il contropensiero di coloro i quali lo scorso anno difendevano l’operato del gelese.
Ognuno è libero di inanellare le cagate che vuole, per carità, ma la storia di un individuo lascia dietro sè tali tracce che se analizzate attentamente risulterà poi difficile intravedere nell’uomo Corini accostamenti con il suo predecessore, a patto di non essere in buona fede o orientati da precise indicazioni a suo tempo impartite.

E allora via ancora una volta su quell’autostrada che rispetto allo scorso campionato ha peggiorato il suo appeal passando dall’assomigliare ai canti gregoriani a una messa cantata, però in latino.

Non ci saranno i play off in palio questa volta e non ci saranno personaggi a cui, sulla carta di identitá, alla voce “note particolari”, si potrebbe scrivere tranquillamente “ambiguo”.

Carpi offre una chiave di lettura che servirà a chiudere definitivamente la serratura della porta oltre la quale esistono ricordi non certo positivi riguardanti l’ultima stagione.
Noi però il nostro campionato lo abbiamo giocato e vinto comunque.

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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