Il coraggio di ricominciare Racconti

Sono le otto di sera di uno dei più caldi 3 agosto che si ricordi (roba che neanche Vanovarava, nei suoi sessantacinque anni di partite del Novara viste – tra una volée sotto rete ed un soggiorno in Sardegna – può aver vissuto).
Siamo io, il Vannu ed il Nonno, tronfi nella nostra solonica sicumera, e stiamo andando a fare una chiacchierata con Corini (le interviste le fanno i “veri reporters” … per cui le lasciamo agli amici dei vari media locali che “tanto ci vogliono bene”) quando il Vannu riceve una telefonata dal suo personaggio misterioso che, come in quei film stile “mission impossible”, gli chiede di ritardare di una mezzoretta.
Ci fermiamo al Salottino – che è sulla strada – e, nonostante il caldo, il Vannu (che ultimamente si sente un po’ Beppe Viola) decide di prendere una bella sambuca ghiacciata.
“Vannu cazzo non bere, lo sai che non reggi” … gli dice il nonno che, essendo il più anziano, è quello che ha la testa sulle spalle. Niente da fare, trangugia quella sambuca come se fosse chinotto, gli occhi gli si fanno un po’ più piccoli ma, sembra, tutto bene.
Ci spartiamo i compiti, quasi come fossimo davvero reporters, concordiamo la linea e (sono le nove e quaranta) andiamo all’appuntamento.
Ci sediamo all’esterno di un locale che – essendo vicino alla sponda dell’Agogna – ha una concentrazione di zanzare superiore a quella che il Nonno ha incontrato quando era in guerra in Vietnam.

Ed ecco che Corini si materializza: fronte alta, una stretta di mano da persona sincera, gli occhi di un uomo buono.
Unico contrattempo, in quel frangente, è che la sambuca comincia a fare effetto ed il Vannu, dopo aver salutato il suo uomo misterioso e Corini, sprofonda in un sonno dal quale non si risveglierà più (lo abbiamo accompagnato a braccio io e il nonno a fine serata) se non per bofonchiare, ogni tanto, parole sconnesse come “ Giampaolo” “ le zanzare” “ Tom Cruise”.
Chiediamo scusa a Corini, lui abbozza un sorriso, e cominciamo una lunga chiacchierata nel corso della quale i nostri ed i suoi ricordi si mischiano.
Corini parla, si racconta con umiltà ma, soprattutto, con una dignità infinita.
Gli spieghiamo che Novara è una città difficile, né lombarda né piemontese, una città fatta da una razza strana, pronta ad amarti all’infinito o ad ignorarti nella maniera più assoluta.

Lui ci dice che è pronto a tutto questo, che la sua è stata una scelta meditata e ragionata, che Novara – con la sua nebbia ed i suoi umori – non è poi così diversa da Bagnolo Mella ( la sua patria ) e che è proprio da qui che vuole ripartire “ Novara può essere il mio punto di partenza per un nuovo inizio” sono le sue parole …. Dignità e determinazione … questo Corini comincia a piacermi.
Gli diciamo che abbiamo visto il video del suo addio da calciatore a Palermo e quello del suo saluto a Zamparini lo scorso gennaio. Gli spieghiamo che ne siamo rimasti colpiti per la carica emotiva e la passione con cui quei concetti sono stati espressi.
Gli spieghiamo che sarebbe importante ritrovare quei sentimenti anche in panchina quest’anno.
Corini diventa un fiume in piena, i muscoli del suo viso non si muovono, ma gli occhi parlano, traspaiono orgoglio e voglia di fare. Corini ama il calcio lo si intuisce da ogni sua parola.
Ci racconta di quando, al suo esordio a Portogruaro, ha lasciato prima dell’inizio del campionato perché aveva capito di essere parte di un progetto che non esisteva, ci racconta di quanto ha sofferto a lasciare Palermo quest’anno, ci racconta di come, invece, la proprietà e la dirigenza del Novara siano stati capaci di farlo sentire a suo agio per affrontare un percorso difficile, forse, ma che potrà dare a tutti soddisfazioni.

Noi non siamo cronisti, e a noi non piace raccontare dei moduli o dei giocatori, noi siamo qui per capire l’uomo, convinti che il resto si dovrà costruire col tempo.
E Corini, con quella gentilezza tipica di chi (nonostante nella vita possa aver avuto più di quanto si aspettava) ha dovuto lottare ogni giorno, ci spiega quanto sia diversa la vita di un calciatore da quella di un allenatore, di quanto possano essere fragili dei ragazzi di vent’anni e di quanto sia importante condividere un obiettivo con il rispetto reciproco.
Ci spiega che è qui per dare tutto se stesso e, mentre lo dice, i muscoli del suo viso si induriscono, fanno a cazzotti con la limpidezza dei suoi occhi.

Corini non solo ama il calcio ma sembra anche che abbia i coglioni.

Gli facciamo una domanda stupida e scontata, solo per dimostrare che ci siamo documentati: quanto imbarazzo provò a sentirsi paragonato a Falcao e Giannini dall’Avvocato.

Lui ricomincia, un altro fiume… ti racconta, con orgoglio, un’altra parte della sua vita. Ci spiega quanto era giovane allora e come tutto potesse scivolargli addosso, l’incoscienza dei vent’anni. Ci parla della sua adolescenza, dei sacrifici fatti dalla sua famiglia, dei suoi sacrifici personali, delle difficoltà a ricominciare da zero con due ginocchi saltati, della sua nuova moglie e delle sue figlie… Corini è un uomo buono.

Si intuisce la sua necessità di proteggere la cerchia degli affetti che lo circonda e si intuisce perché un uomo abbia fatto una scelta come Novara.

E Novara ritorna argomento di discussione quando ci spiega che non sarà la città a doversi adattare a lui ed alla squadra ma viceversa. Ci spiega che la squadra dovrà legarsi al tessuto della città ed ai suoi tifosi. Ci spiega quanto ha fatto per questo a Palermo e quanto è stato grande l’amore reciproco.

Potremmo continuare per tutta la notte ma abbiamo colto quello che ci interessava cogliere.
Corini sarà parte del nostro patrimonio e ce ne andiamo con la certezza che interpreterà il suo ruolo con la determinazione di chi nella vita ha avuto il coraggio di ricominciare.

Mentre ci riprendiamo il Vannu sulle spalle lo salutiamo ringraziandolo e gli ricordiamo che saremo comunque spietati nel corso dell’anno se le cose dovessero assumere una piega che non ci piacerà.
Lui ci stringe forte la mano, i suoi occhi dritti dentro i nostri …“a ognuno il suo mestiere” sono le sue parole.

Buon lavoro Corini … buon lavoro e buona fortuna.

Ciumi


Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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