Quando la montagna porta sfiga Editoriale

Non si può proprio voler male a questo Novara e alla Società: anche quando ti da motivi per essere criticata, e talvolta di motivi ne regala a secchiate, trova sempre il modo per strapparti un sorriso con qualche genialata o qualche cosa di naif che, personalmente, adoro. Quest’anno siamo stati di una sobrietà e classe assoluta nel dichiarare l’inizio ufficiale del raduno nella giornata di oggi quando in realtà, visite mediche escluse, il raduno è nei fatti iniziato martedì. Certo, la differenza sta nel fatto che questa settimana i giocatori potevano rincasare mentre da stasera no, però dai, dettagli. Il fatto è che da Martedì se passate a Novarello potete vedete una truppa di giocatori correre in silenzio, ma non come fanno tutti dentro un campo da calcio, perché queste cose banali le lasciamo agli altri, ma per tutto il perimetro di Novarello, parcheggi compresi. Per darvi l’idea, avete mai visto dal vivo la macchina di Google Maps con sopra la telecamera tridimensionale passare per le vie della vostra città? Ecco, immaginate ora Salvatore Lanna correre in testa al gruppo con idealmente questa telecamera sopra la testa, seguito dal gruppo con in coda Eugenio Corini, (tanta classe ancora sia nella corsa che nel mascherare l’evidente fiatone) calpestare ogni cm calpestabile del centro sportivo, parcheggi e campi limitrofi compresi,  per poi terminare dentro la palestra a fare ciò a cui ogni devoto a Mr. Zeman provoca potenti erezioni: la scalinata delle tribune a saltelli. Altroché andare al bordello del Bar Oceano in Svizzera, un’ora e mezza di allenamenti di Corini ti fanno godere in egual misura, con l’aggiunta che è pure gratis.

Adoro i raduni estivi purché siano in montagna. Sono cresciuto con l’immagine delle squadre che andavano in trentino o in val d’Aosta a correre in mezzo i pini, roba che se a Corini e Lanna gli avessero dato questa possibilità così vasta di corsa probabilmente poi  Teti e Ludi avrebbero dovuto chiamare la protezione civile e le guardie alpine per ricercarli,  e poi con amichevole domenicale piena di tifosi che invadono la località, che è una delle formule di marketing più riuscite della storia. Sono riusciti infatti a far passare l’idea strana che il solo modo per preparare atleticamente e psicologicamente i giocatori fosse quello di portarli a respirare l’aria buona, e che guai a non farlo, e che quelle squadre sfigate tipo il Milan di Sacchi e di Capello, costrette per contratto a trascorrere il raduno in quel forno di Milanello o l’Inter del piangina che non vince mai Moratti e Mourinho, che per fare gli alternativi e copiare le squadre davvero fighe fecero il ritiro a  Miami nel posto più umido al mondo tra Luglio e Agosto, non avrebbero potuto vincere nulla e avrebbero pagato dazio durante la stagione. E infatti tutte e tre vinsero tutto ciò che si sarebbe potuto vincere. Io la penso però come gli altri: nulla batte un bellissimo raduno in montagna.

Pure noi abbiamo avuto il periodo in cui facevamo questi raduni. Tralasciando i periodi di Selvino, Cantalupo Ligure, Arona o di Hasckovo, quest’ultimo sarebbe stato letale a Corini e Lanna perché lì manco le guide alpine e la protezione civile sarebbero intervenute per cercarli dopo il mancato rientro dopo una corsa, qualche anno abbiamo provato a fare qualcosa di interessante, peccato che si scelsero località tipo Acqui Terme, che in estate è calda come Lumellogno e la cui clientela media negli hotels del luogo sfiora l’età di quelli che vanno a Lourdes per fare il bagno nella piscina, oppure in quella zona di mezzo tra Saint Vincent e il resto del mondo che, Casinò a parte e il campetto reso famoso dalle amichevoli della Juve, non offre molto. Un anno invece abbiamo davvero fatto le cose come Cristo comanda: albergo della madonna vicino alle terme di Pres Saint Didier, campo di allenamento bello, corse infinite sui prati vicino a un fiume che in inverno diventano piste di sci di fondo, amichevole domenicale con la Valle che si tinge di biancoazzurro, grigliate ovunque e pic nic di tifosi del Novara festanti e felici, tutto davvero molto bello: retrocessione in lega pro.

Non c’è nulla da fare, noi siamo diversi da tutto e da tutti. Quando vogliamo copiare i grandi sistematicamente succede qualcosa per cui ci fa pentire di aver avuto questa idea e quindi siamo inevitabilmente destinati a finire male. Credo centri il Karma o la Novariensis Karma, non lo sò, ma noi tutto sommato funzioniamo quando riusciamo a far emergere quello che siamo, e la nostra realtà è quella di esaltare il nostro territorio e tutto ciò che ci contraddistingue. La storia dice che quando siamo liberi di correre dietro le nutrie e le zanzare di Novarello grandi danni non li facciamo, quando possiamo far scrivere che Novarello è un centro sportivo all’avanguardia e che c’è tutto per far bene allora noi siamo felici e le cose vanno poi in effetti egregiamente bene, per cui va bene così. Però appunto rimango dell’idea che ogni tifoso si meriterebbe una vera trasferta estiva in ritiro e allora, visto che per l’aria buona ci stiamo attrezzando, in occasione dell’amichevole domenicale, che come da tradizione ci sarà, mi permetto di suggerire alla Società di fare l’ultimo grande passo verso la riproposizione “home made” della gita domenicale in montagna: organizzare per il popolo biancoazzurro una grande grigliata con costine, salamelle, birra e vino a Novarello per i tifosi nel pomeriggio prima della sfida internazionale contro il San Mauro Torinese, peraltro in cerca di rivincita dopo la batosta dello scorso anno. I prati ci sono, lo spazio pure, la Chiesa per la messa domenicale per i più fedeli pure, la vista (da lontano) delle montagne anche, i canali d’acqua delle risaie, che con un po’ di fantasia e licenza poetica le possiamo equiparare ai fiumi ci sono anche loro, quindi una bella giornata non può che far bene a tutto l’ambiente. Quanto meno, se fatto a casa nostra, non porta sfiga.

Che ne dici caro MDS?

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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