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Quelli del vorrei ma non posso

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In una Piazza Martiri gremita di persone accorsa all’inaugurazione degli Street Games è stata presentata la campagna abbonamenti 2017/2018 caratterizzata dallo slogan “L’emozione più bella”. Se è vero che ogni anno il lancio della campagna abbonamenti rappresenta uno dei momenti più attesi dell’estate, forse secondo solo al primo giorno di raduno, è altresì vero che quest’anno l’evento probabilmente era più atteso del solito, proprio in considerazione del grosso dibattito che si è sviluppato tra i tifosi, nel corso degli ultimi mesi, sul costo dei biglietti e sui numeri, percepiti come deludenti, di pubblico al Piola. Ho provato a fare un’analisi di questa campagna abbonamenti, spero il più oggettiva e serena possibile, soffermandomi su ogni singolo elemento per provare a capire, in maniera ragionata e non “a pelle”, se si possa considerare deludente oppure soddisfacente. Vediamola insieme.

Il primo punto di analisi che ho effettuato è stato quello del costo, perché se è vero che il Novara Calcio è equiparabile ad un prodotto che si “vende” e che noi tifosi “acquistiamo”, (lo so è davvero brutto da dire, ma proviamo a paragonarlo con molta fantasia ad un tubetto di dentifricio) allora per capire se è caro o a buon mercato esistono, ad un primo livello di analisi, solo due metri di giudizio: analizzare il costo in termini assoluti e poi farlo in termini relativi. Partendo prima dall’ultimo dei due  fattori,  ho provato a confrontare i prezzi con altre realtà nostre concorrenti. Premesso che alla data attuale purtroppo la maggior parte delle nostre avversarie non hanno ancora comunicato i prezzi per la prossima stagione, quelle che lo hanno fatto hanno proposto, a parità di settori, cifre del tutto simili alle nostre. Per fare due esempi a caso, l’Avellino è perfettamente allineato al Novara e il Cesena si discosta di pochissimo. Andando a verificare poi a campione i prezzi paragonati allo scorso anno, il Novara non risulta in effetti essere la piazza più economica ma nemmeno la più cara. E’ in media con le cifre che vengono richieste dal mercato serie B quindi, proseguendo con l’infelice paragone del tubetto di dentifricio, il costo di noi che siamo la Mentadent è praticamente lo stesso della Colgate. Se invece consideriamo il dato fine a se stesso, senza alcun raffronto, è probabile che ci si faccia prendere dallo sconforto perché i prezzi sono oggettivamente cari. Se è vero che questo è un problema di economia politica e che qualsiasi cosa al mondo si venda è, in termini assoluti, cara (voi lo sapete che un caffè al bar lo pagate 2.000 lire vero?) è altresì vero che il calcio dovrebbe essere per il tifoso acquirente uno svago e un divertimento, e come tale dovrebbe costare il giusto prezzo, ovvero poco. E invece un abbonamento normale intero, nel settore meno costoso, costa 130-160 euro, che su un reddito medio di 1.000 euro (lo so, molti di voi guadagnano di più e molti meno, ma le medie servono proprio per fare incazzare tutti) hanno un peso insostenibile, soprattutto per chi ha famiglia. Ma qui entreremmo in un discorso lunghissimo dal quale non ne usciremmo più.

Aumentando il livello di analisi, passiamo alla contestualizzazione del dato del costo e quindi proviamo a ragionarci un po’ su. Appurato che il Novara non si è comportato in maniera delinquenziale e sprovveduta, va detto che il Novara stesso ha un serio problema di pubblico al Piola che la maggior parte delle sue avversarie oggettivamente non hanno. I motivi di questo sono molteplici e complessi, ma sicuramente uno sforzo più deciso per provare ad attrarre più pubblico poteva essere fatto, e in tal senso, il costo unitario dell’abbonamento è stato ritoccato al ribasso di soli 10 euro per 2 settori su 4, peraltro uno dei due (i distinti), il meno popolato dello stadio. Una possibile strategia per vendere più abbonamenti sarebbe stata proprio quella dei “saldi”, e quindi quella di proporre un’offerta shock sotto i 100 euro, magari per il settore più popolare dello stadio, non sarebbe stata assolutamente scandaloa. Ma è profondamente ingiusto dire che il Novara non si sia mosso in questa direzione. Guardate infatti le ultime 4 campagne abbonamenti:

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la vera ed importante novità targata 2017/2018 è rappresentata dal fatto che è cambiato il concetto di “ridotto”. Se fino allo scorso anno l’under 18, inteso come fascia 15-18 anni, era considerato un normale ridotto, da quest’anno viene equiparato alle fasce di età più piccole. Lo sforzo in questo senso non è di poco conto perché, di fatto, si sono unite 4 generazioni diverse di ragazzi ai quali viene rivisto il prezzo al ribasso. Se fino allo scorso anno un sedicenne in curva avrebbe pagato 130 euro (100 se in prelazione), quest’anno pagherà soltanto 50 euro. La differenza non è poca e il cambio di tendenza appare deciso, soprattutto se rapportato sempre alle avversarie che, per analogo target di età di tifosi, propongono prezzi più alti.

Non è invece stata effettuata alcun tipo di promozione sugli studenti universitari, anche se non escludo che questi possano essere oggetto di future promozioni sui singoli biglietti, ma l’analisi viene fatta oggi e quindi si ragiona su ciò che il Novara offre in questo momento. E’ un peccato perché Novara città, che ambisce a diventare città e polo universitario, meriterebbe probabilmente una promozione specifica per tutto quel target di ragazzi già molto autonomi dai genitori, ma che devono comunque far quadrare il bilancio rappresentato dalla paghetta mensile donata dai genitori stessi, e quindi una forte promozione legata magari a qualche progetto specifico con le varie facoltà universitarie, così come già fatto in passato con le scuole superiori, sarebbe stato ottimale. Il Cesena, in questo senso, è stato particolarmente aggressivo con una campagna ad hoc destinata agli studenti universitari e, addirittura, ai tifosi residenti fuori provincia, questo per dire che affrontando per tempo la tematica con gli interlocutori giusti, si possono ottenere grosse sinergie e risultati.

Paragonando i prezzi degli ultimi quattro anni, e dimenticandoci la stagione 2014/2015 con una curva a 50 euro dovuta solo alla retrocessione in Lega Pro appena incassata, il dato oggettivo che emerge è che l’andamento del costo degli abbonamenti sta scendendo, ma probabilmente in maniera ancora troppo lenta per essere percepita come tale dalla massa. Ma se, come visto, è difficile probabilmente ottenere prezzi davvero stracciati sugli abbonamenti, è possibile invece sfruttare le promozioni famiglia e anziani, oggettivamente  vantaggiose, e soprattutto le varie promozioni relative alle singole partite che però, dati alla mano, sono state periodicamente fatte ma non hanno raccolto mai successo. I motivi di questo scarso interesse possono essere molteplici, e sono stati oggetto anche di alcuni tavoli di lavoro aperti tra esponenti del tifo organizzato e del Novara Calcio, in cui, in uno di questi, ho fatto parte anche io.

Questo è un tema interessante perché dimostra come finalmente il Novara Calcio abbia capito l’importanza del ruolo dei tifosi non solo nei canonici 90 minuti della partita, ma gli abbia attribuito un ruolo fondamentale e propositivo anche nell’organizzazione delle partite stesse. E’ stato proprio in una di queste riunioni che è stato fatto presente alla Società l’importanza, a livello di immagine, di essere presenti agli Street Games, evento sfruttato dal Novara proprio con il lancio della nuova campagna abbonamenti. L’impressione che abbiamo avuto in tanti (ovviamente senza controprova) è che il Novara abbia deciso di legare il proprio nome a questa manifestazione più per il fatto che abbia percepito la nostra pressione, leggi “abbiamo decisamente rotto i coglioni”,  che per reale convinzione di parteciparci, fatto è che la cosa è stata accolta favorevolmente dalla piazza, e il Novara ne ha tratto sicuramente un beneficio, quantomeno a livello di immagine. Se Novara città per dieci giorni è la capitale dello sporti, il Novara Calcio deve esserci.

E quindi, arrivo ad uno dei sensi di questo articolo, l’invito che mi permetto di rinnovare al Novara Calcio è quello di proseguire con questi tavoli di lavoro continuando a dare credibilità a quelle persone che, vuoi perché presenti da una vita allo stadio, vuoi perché fanno parte del tessuto sociale della città, vuoi perché conoscono certe dinamiche del mondo del tifo più di casa loro, se si permettono di consigliare qualcosa è solo perché hanno a cuore il Novara e sono certi che la situazione generale possa solo migliorare. Tantissime cose sono state proposte: dai bus gratis della Sun in città il giorno della partita verso lo stadio, dal favorire un aumento della visibilità del marchio Novara in città tutti i giorni, dall’estendere convezioni con locali e cinema della zona in modo che un ragazzo che si compra un biglietto in curva per il Sabato alle 15 poi abbia anche l’ingresso gratis al cinema la sera o una bevuta pagata in un bar convenzionato, dal favorire il rinnovo delle tessere dei tifosi anche il sabato magari in biglietteria allo stadio, in modo da non obbligare un tifoso a prendersi un permesso al lavoro e dover raggiungere per forza Novarello. Il Novara Calcio, in tutta onestà, ha sempre preso molto seriamente i gruppi di lavoro e le proposte fatte, ma mi ha sempre dato l’impressione di soffrire poi di quella sindrome chiamata “vorrei ma non posso”. Ovvero che anche quando ammette la bellezza e la fattibilità teorica di un’idea, succede sempre poi qualcos’altro di indefinito, che sia una norma, che sia una mancata voglia da parte di qualche altro attore di siglare una convezione, che sia una spesa necessaria per realizzarla che però la Società non vuole o può sostenere, o anche che sia una bocciatura a dai piani alti, che tutte le volte rende impossibile e infattibile il tutto. E questo è un vero peccato perché, purtroppo, la linea di demarcazione che la massa fissa tra il fate bene e il fate male è spesso molto fine, e ci vuole davvero poco per dare una cattiva impressione anche quando si avrebbero molte argomentazioni per dimostrare il contrario.

Ovviamente non posso sapere se alcune delle proposte che ho appena elencato vedranno davvero la luce, come detto prima ragiono coi fatti di oggi, ma sicuramente tutto ciò di buono che verrà fatto in futuro verrà poi evidenziato su questo blog. Credo che faccia parte del compito di un organo di “contro informazione” come il nostro mantenere sempre uno spirito critico, che non vuol dire fare incazzare per partito preso, ma stimolare gli interessati di ogni nostro articolo a fare sempre meglio, perché l’obiettivo sportivo di Massimo De Salvo, Paolo Morganti e Domenico Teti è lo stesso mio. Poi se loro ci guadagnano pure a me non deve interessare perché quello che conta è il mondo Novara Calcio, che parte dalle collaborazioni, dalle organizzazioni, dal tifo e, solo dopo, dalla partita. Riconosco al Novara di aver fatto passi importanti verso un certo modo di ragionare, ma la strada è ancora lunga. Si dice che di un percorso da fare, quello davvero difficile sia il primo passo. Se questo è vero, la strada allora è tutta in discesa.

Claudio Vannucci

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Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Più Dybala, meno Gigino Piede piatto

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Mi ha molto incuriosito la riflessione fatta da Beppe Marotta ieri pomeriggio nella conferenza stampa di inizio stagione dell’Inter. In sintesi si chiedeva a lui stesso e al sistema calcio se non fosse arrivato il tempo di riflettere circa la piega che sta prendendo il professionismo. L’Inter ieri ha ripreso ad allenarsi dopo circa due mesi dalla fine della scorsa stagione, e lo ha fatto nonostante alcuni giocatori nemmeno hanno ancora terminato la stagione, visto che stanno per giocare una finale di Coppa America o hanno appena disputato una semifinale degli europei. Ma non solo: quella che sta per iniziare è una stagione del tutto particolare, visto che per 11 mesi su 12 proporrà gare ufficiali, e potenzialmente sarà protagonista di almeno 70 partite, oltre a quelle già previste con le rispettive nazionali. E tra circa un mese ci sarà già la prima partita di campionato. Che centra col Novara? Il Novara dovrà giocare forse la metà delle partite che Marotta spera o ipotizza dovrà giocare la sua Inter, ma in termini di concentrazione di impegni la Lega Pro sta facendo di tutto per rendere le stagioni molto complicate. E il grosso paradosso è quello che la praticamente assenza di vicende extra calcistiche, e la mancanza di guerre in Tribunale per far valere un presunto di diritto di partecipare al campionato (al 99% dei casi respinto), quindi finalmente una partenza regolare dei tornei, concentreranno in poche settimane tutta la preparazione estiva. Non è ancora iniziato il raduno, mancano almeno 3-4 titolari da comprare, e tra meno di un mese giocheremo già una partita ufficiale. Se passeremo il turno di coppa vorrà dire che, potenzialmente, giocheremo ininterrottamente dal 10 agosto a fine maggio (speriamo), con una sola sosta a Capodanno compensata, però, da alcuni turni infrasettimanali.

Mi chiedo, quindi, se non siano maturi i tempi per una riflessione seria anche in serie C. Mi chiedo, per esempio, che senso abbia partire così presto per poi terminare già a fine aprile. Un squadra che non parteciperà a plyout o playoff, infatti, si troverà nella situazione di andare al mare con circa 3 mesi di anticipo rispetto ad alcune big della serie A. La disparità, in tal senso, è clamorosa. Ma soprattutto mi chiedo che senso abbia continuare ad alimentare una categoria fatta da 60 squadre ed un playoff della durata di oltre un mese. Una miglior ridistribuzione delle partite per esempio gioverebbero sia dal punto di vista tecnico che da quello della maggior copertura nei mesi di partite giocate. Ma tornando a noi, probabilmente si passerà dalla follia di un’estate infinita come la scorsa dove ogni 3 giorni si giocava un’amichevole, a quella attuale dove, calendario alla mano, se riusciranno a fare 3-4 amichevoli prima di Renate Novara del 10 agosto sarà tanto.

Ma questa preparazione “ridotta”, soprattutto delle categorie superiori, causa anche l’improbabilità di assistere alle solite amichevoli “di prestigio”. Se è vero che è molto opinabile e dibattibile l’utilità di un’amichevole congiunta a Milanello a porte chiuse in una domenica mattina di agosto, credo invece nell’utilità di una replica di un Novara Samp del caso come lo scorso anno. Il fatto è che, a parità di data, quest’anno la Samp e il Novara già scenderanno in campo nelle rispettive Coppe nazionali. Quindi, in un certo senso, la mancanza di tempo fa perdere anche un po’ quell’emozione di una pre season che, se è vero ultimamente è stata infinita, ma che se  gestita più intelligentemente potrebbe davvero diventare interessante.

Quanto al mercato, mi ha molto sorpreso la quasi certa partenza di Corti. Ammetto di essere stato talvolta impietoso con lui, nel senso che ho sempre pensato (e lo penso tutt’ora) che potesse giocare titolare solo perché dentro in un contesto di squadraccia. Pensate ad un qualsiasi Novara medio degli ultimi 15 anni e ditemi quando mai avrebbe trovato spazio. E lo stesso, come aggravante, se prendessimo come riferimento le prime 4-5 squadre di ogni girone. Detto questo, se c’è un giocatore che avrebbe meritato il rinnovo, e la possibilità di giocarsi le sue carte magari a partita in corso, sarebbe stato proprio lui. Dubito molto che il Novara possa realmente monetizzare, più probabile lo scenario in cui il giocatore abbia chiesto di giocare titolare. Il che mi riporta alla mia convinzione originale: se vuoi un minimo (ma mimino) pensare in grande non puoi avere Corti titolare. Ma la verità la sanno loro. Corti è comunque uno di quelli che va ringraziato per l’apporto dato lo scorso anno, e il fatto lo si ricorderà con affetto certifica il suo successo personale.

I nomi che girano su radio mercato, inutile prenderci in giro, non stanno scaldando i cuori e nemmeno placano le incazzature del partito no abbonamento. Durante il mercato le persone si dividono tra quelli che non parlano fino al primo settembre e quelli che commentano ogni possibile operazione. Tendenzialmente faccio parte dei secondi, anche perché altrimenti si finisce per non parlare mai di niente o, ancor peggio, di passare per quell’élite di luminari con la puzza sotto il naso che però, state certi, alla fine rinfacceranno pure le scorregge sentite. Il campo è sempre giudice, ma se viene scritto che stiamo comprando Dybala è evidente che mi esalto, se invece scrivono che stiamo comprando Gigino Piede piatto magari mi incazzo. Probabilmente ci leveranno le amichevoli estive interessanti, non toglieteci anche le discussioni da bar sul calciomercato altrimenti è la fine.

Claudio Vannucci

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Abbonamenti, maledetti abbonamenti

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Ero al corrente dei rincari. Lo ero anche del fatto sarebbero stati un po’ più elevati del previsto, ed ero altresì al corrente dell’idea di lasciare fuori una partita, nonostante questa moda sembrava un po’ in disuso. Aggiungo: non è mai passato nella testa della Società l’idea di escludere dagli abbonamenti il Derby, a meno che lo stesso si giocasse casualmente verso la fine o fosse determinante per qualcosa. Vi ricordate Novara Fiorenzuola ultima di campionato? Ecco, una partita del genere, nella testa della Società, rappresenta l’ideale opportunità di massimizzare il guadagno. “Massimizzare il guadagno”, ricordatevi di questo concetto che userò spesso e che, e vi chiedo un’opera di apertura di credito con loro, non necessariamente o non sempre è guidato da una logica perversa anti tifoso anche se il risultato finale che si ottiene è quello.

È già stato detto tanto, forse tutto, e tutti hanno una parte di ragione, ma per come la vedo io l’errore più grave è stata la mancanza di empatia e di serie argomentazioni a supporto di una scelta che sapevamo tutti sarebbe stata presa, ma ovviamente meno impattante di quanto è stata. Primo errore: i modi di comunicazione. Fai una finta conferenza stampa coi giornalisti dalla quale non trapela nulla e poi la fai cadere addosso ai tifosi così senza nessuna conferenza. E il fatto che, causa deferimenti, nessuno potesse parlare ufficialmente non depone a tuo favore. Trovavi altri modi. Secondo errore: sai di essere in difetto e per prima cosa metti le mani avanti dicendo che “se andassimo in B i prezzi non aumenterebbero di molto ”. Prima vai in B poi parli di questo. Terzo errore: giustifichi l’aumento parlando di costi medi “del professionismo”. Il professionismo è un concetto vasto che va da una scala che parte dall’Alessandria semi fallita al Real Madrid campione di tutto. Il terzo anello verde di Milano costa 300 euro, meno del Rettilineo, ma li non vedi Ngamba e Bonaccorsi (con tutto rispetto) ma qualcuno più forte. Se paragonati ai costi delle nostre antagoniste, quindi fai un’analisi seria, si rileva come il costo dei nostri abbonamenti sia nella forchetta più alta. Quarto errore: non tuteli i giovani e il settore popolare per definizione, ovvero la curva, e in un momento in cui si sta ripopolando di giovani è una scelta idiota.

Il fatto è uno: PLM ci capisce di calcio e come si gestisce una Società. Sa perfettamente che gli abbonati non spostano i bilanci. Una stagione rilevante, invece, con conseguente vendita di biglietti importanti sono più utili alla causa. E torno appunto al concetto di massimizzazione del guadagno citato prima. Il vero rischio di PLM non è di fare solo 500 abbonamenti, ma che il Novara vada male e non si generi un giro di affari decente.

Ora la ferita è troppo fresca, difficile trovare equilibrio nei giudizi. Il calcio è un po’ come il vizio del fumo e dell’alcool, ovvero due finanziarie dello Stato che puntualmente aumenta i loro costi per fare cassa, e così …la dico forse un po’ troppo male e cruda…sta facendo PLM: alla fine la gente allo stadio ci va, che paghi un abbonamento o si compri i biglietti più volte cambia poco. Anzi a lui tanto.

Quindi non mi stupisce questa apparente mancanza di empatia ed interesse della Società, soprattutto sulle critiche. Fondamentalmente la nostra Società ascolta tutti di facciata, ma fa quello che vuole. E la cosa mal si sposa con un piazza abituata a Patron che prima di fare pipì chiedevano ad alcuni se fosse meglio farla in piedi o seduti.

Auguro al Novara di fare bene, auguro di uscirne bene e di fare un mercato degno di “costi da professionismo” altrimenti sarà dura. Ma tanto.

Claudio Vannucci

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Buon Novara FC

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Il fatto che in questo ultimo mese ci sia stato molto poco da raccontare in termini di eventi sostanziali la dice lunga sull’ottimo stato di salute del Novara FC. Stiamo infatti terminando quel periodo di “nulla”, che però rappresenta un lusso che possono permettersi solo quelle Società sane, o comunque non a rischio di continuità sportiva. Veniamo da anni in cui in estate si parlava di tutto fuorché di programmazione, dove anche quando non era a rischio la partecipazione al campionato comunque pareva la scalata dell’Everest il riuscire a produrre la fideiussione necessaria all’iscrizione. Siamo quindi tornati ad essere “normali”, con una Società che ha confermato subito l’allenatore, ha provveduto ad allungare alcuni contratti, ed è pure riuscita ad organizzare un doppio raduno estivo con parecchie settimane di anticipo. Insomma, tutto ciò che si dovrebbe dare per scontato è realmente successo, e questo fatto ammetto che me lo sono goduto parecchio.

Ma oggi inizia il calciomercato, e in un certo senso si ribaltano un po’ le cose: la cronaca deve necessariamente riempirsi di fatti concreti da raccontare, gli eventi sostanziali, ovvero tutto quel mondo di dietrologia che varia dalla goduria alle bestemmie, dal diritto di pensare in grande attraverso sogni e pippe mentali alle preghiere per evitare la catastrofe, devono essere messe da parte in attesa che il campo parli. Sono molto combattuto sul cosa mi devo attendere da questo calciomercato. Sono fermamente convinto, e lo sono perché i fatti lo dicono in maniera chiara, che siano finiti i tempi delle programmazioni nel tempo. Se ogni sessione di mercato (estiva + invernale) porta a 20-25 operazioni annue significa che non stai programmando nulla, e quando le Società parlano di “promozione entro 2-3 anni” stanno mettendo solo le mani avanti per proteggersi da eventuali fallimenti. Insomma, un po’ come se sapessero di investire per qualche anno e statisticamente pensino in uno di questi di poter vincere, ma non si sa quando. Effettivamente, però, dalle nostre parti abbiamo assistito ad una mole di conferme che autorizzano oggi a credere di avere almeno già 6-7 titolari su 11 confermati. Se è vero che è proprio in quei 4-5 nuovi elementi che si potrà fare la vera differenza rispetto al passato, e che molto peso avranno anche i nuovi innesti in panchina, se non è programmazione questa poco ci manca visto che le conferme e i nuovi innesti sembrano blindati per almeno 2-3 anni di contratto. Mi sembra di capire che non si stia per nessuno parlando di cifre folli tuttavia i contratti lunghi, e lo abbiamo visto in passato, portano inevitabilmente ad esposizioni finanziarie importanti, ma soprattutto ti condannano al non poter mai sbagliare una stagione. Se costruisci una rosa di 24 elementi composta da almeno 15 o più contratti lunghi a figure scarse, stai certo che le prossime stagioni avrai grossi problemi a meno che non continui ad investire. Ma sarebbe abbastanza anacronistico e improbabile oltre che pericoloso. Questo per dire che PLM si giocherà già quest’anno molto del nostro futuro nel medio termine, però è un rischio che mi piace molto dover correre.

Sono molto curioso di leggere quale sarà l’attaccante principale che affiancherà Ongaro. Quando avevamo con noi il vero MDS, quello che ci credeva insomma, e che dopo le delusioni della serie A imparò che il primo acquisto, quello che costa di più per intenderci, doveva essere l’attaccante, se ricordate il primo acquisto era sempre uno top. Piovaccari, Evacuo, Cacia 3 esempi. Poi il fatto facessero bene o male rappresentava lo spartiacque tra una stagione buona e una pessima, ma la figura professionale era sempre rilevante. Mi aspetto che così faccia anche PLM perché, e lo abbiamo visto tutti, non si campa di sola buona volontà.

Non so voi, ma finalmente torno a godermi una sessione di mercato, e non vedo l’ora di leggermi i vari comunicati. Buon calciomercato a tutti, buon Novara FC!

Claudio Vannucci

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