Quel margine di sogno Editoriale

Le conferenze stampa di presentazione degli allenatori sono tutte uguali, inutile prenderci in giro, sentita una son sentite tutte. Sono anni che sogno un nuovo allenatore esordire con un bel “ma si, Novara mi sta sul cazzo, è pure una città di merda, ma purtroppo ho bisogno di soldi e solo questi mi hanno cagato per cui son qui, speriamo paghino ogni mese”. Ma purtroppo mai che succeda una simile meraviglia. In un’ottica di piattume emotivo e di bon ton istituzionale, è però da queste conferenze che si può capire l’andazzo generale. Difficile appunto valutare la persona, ma abbastanza facile percepire quelle che potrebbero essere le prime linee guida della stagione.

Lo scorso anno la presentazione di Boscaglia è stata simile a questa, pure le sue parole non sono state così differenti da quelle appena pronunciate da Mister Corini, ma quello che a mio avviso è stato differente è il riposizionamento delle aspettative sulla stagione che passano dal solito mantenimento della categoria (seppur ribadito da Teti) alla ricerca della competitività e della voglia di sognare in grande, se sarà possibile. Non ho sentito ovviamente trionfali discorsi e proclami di vittoria, come è giusto che sia, ma sfido chiunque abbia ascoltato questa presentazione e l’abbia poi paragonata a quella dello scorso anno, a non aver avuto un piacevole sussulto emotivo.

Corini ha detto una frase importante, che credo spieghi tutto quello che poi dovrà essere il suo percorso nel Novara, ovvero: “coltivare sempre quel margine di sogno”. Ecco, questa filosofia è proprio quella che faccio mia nel ruolo di tifoso del Novara e che colpevolmente trovo sia stata abbandonata dalla Società lo scorso anno a favore dello sbandieramento di una castrante e ipocrita ricerca della salvezza, peraltro ampiamente alla portata della squadra. Perché la differenza, pur in un quadro generale di realismo e onestà, la fanno sempre i sogni, quei sogni che ogni tifoso di calcio ha il diritto di coltivare il 16 giugno.  E’ chiaro che tutto dovrà essere poi suffragato da fatti e da un mercato che consenta all’allenatore di coltivare e farci vivere quei sogni di cui si è appena parlato, ma comunque l’inizio è sicuramente di quelli buoni.

Boscaglia lo scorso anno partì già male obbligando i giocatori al record del mondo di lunghezza di ritiro estivo, cosa che non è piaciuta non solo ai giocatori, mentre apprendo che quest’anno il ritiro sarà più soft dal punto di vista dei giorni. Boscaglia, inoltre,  i tifosi nemmeno li nominò (e forse visto  quello che successe pochi mesi dopo forse era meglio che continuasse con quella linea invece di insultarli), Corini li ha messi al centro del progetto. Difficile dire quanto sia stata la Società ad aver capito alcuni errori oppure sia tutto farina del suo sacco, ma in fin dei conti poca importa.

Quello che conta è che oggi parte ufficialmente l’era di Eugenio Corini, un allenatore che come noi vuole sognare. E allora sogniamo insieme, perché le maglie le abbiamo già lavate e stanno asciugando al sole in attesa di riconsegnarle più pulite e profumate di prima a chi manderai in campo. Buon lavoro Mister.

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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