Quella coerenza chiamata presenza. Uncategorized

E siamo arrivati al primo lunedì del dopo il rompete le righe. Quel lunedì che da l’inizio alla prima di tante settimane senza calcio giocato, quanto meno per il Novara. Ogni anno affronto questo momento con un pizzico di magone, nonostante magari capiti che nel corso dell’anno veda questo futuro momento come una sorta di liberazione o come l’inizio di grossi festeggiamenti. Sono fatto così, soffro un po’ la crisi di abbandono, e la fine del campionato idealmente mi rappresenta sempre la fine di quello che occupa, affetti famigliari a parte, la parte predominante della mia vita, e quindi mi pongo come quei pescatori che li vedi ai bordi della statale pescare chissà cosa, probabilmente nulla, soli e in silenzio. Son lì con la mia canna da pesca e un amo gettato in una pozzanghera d’acqua sporca che non so nemmeno io se pensare al campionato appena concluso o a quello che verrà. Sono uno dei credenti e praticanti della religione del “solo per la maglia” ma ammetto di aver provato, e di provarci ancora ogni tanto, a dare un’anima a chi la indossa. Eppure questi finali di stagione non è che facciano poi molto per convincermi del fatto che i giuocatori vadano amati. Di giovedì sera si gioca l’ultima partita, il venerdì mattina successivo uno addirittura toglie la figlia da scuola ad un mese dalla fine delle lezioni per scappare via dalla città, nemmeno stesse per cadere un meteorite, l’altro che riempie la macchina di fretta e furia e corre a casa, perché guai farlo con calma due giorni dopo, l’altro ancora che dopo cinque mesi trascorsi a lodare la città e a dire che sarebbe rimasto volentieri saluta tutti sul social preferito e scappa via quindici minuti esatti dopo il via libera dalla Società. Insomma, voi capite che per uno che appunto soffre di crisi di abbandono viene difficile alzare le spalle e innamorarsi della figura del calciatore.

Ma questo è un lunedì un po’ più lunedì degli altri, perché apre le danze ad un tema molto sentito tra la tifoseria: il rinnovo all’allenatore. In realtà il tema è ben più ampio, perché coinvolge anche il DS ciglia tonante prossimo alla scadenza, ma ormai abbiamo capito che lui rimarrà con noi e, onestamente, la sua presenza è probabilmente l’ultimo dei problemi. Ben diverso il discorso Boscaglia, sicuramente uno degli allenatori più discussi e meno amati dalla tifoseria. Come sapete mi sono sempre schierato contro di lui, considero ancora adesso un errore non averlo esonerato e ritengo che il raggiungimento del nono posto in campionato non possa essere un argomento valido per confermarlo soprattutto se non contestualizzato alla sua storia nel Novara, al suo percorso, a ciò che il suo approccio ha causato in termini di empatia, ma soprattutto ad una logica che ho provato a seguire avendo parlato a Gennaio con MDS nel famoso incontro avuto col Coordinamento e che ora, a campionato finito, posso raccontare nei dettagli.

In oltre tre ore di udienza papale, tra le tante cose, si è parlato di Boscaglia. MDS, da abile oratore in grado di rendere scemo qualsiasi essere vivente, decide di aprire il suo cuore e fare un discorso ampio sulla figura degli allenatori (e non solo) partendo dalla stagione precedente:

Sapete, io sono stato scottato diverse volte. Novara è una città particolare, piccola, dove tutti parlano e che tende a far diventare miti figure di allenatori e giocatori che non hanno titoli per esserlo. Guardate su Pablo Gonzalez per esempio, la città si è schierata tutta al suo fianco, ha dato credito alle sue parole e alle parole di gente che gli girava intorno e quello che io non mi so spiegare è il perché, se io MDS dico una cosa e il giocatore ne dice un’altra, la massa non ha dubbi nel dare torto a me e dare ragione a lui. E questo rende tutto più difficile. E per questo, assumendomi il rischio di partire sempre da zero e pagare in termini di punti a inizio campionato, per me gli allenatori devono avere contratto di un anno e i giocatori massimo due anni e via. Perché chi mette le radici in una città come Novara alla fine crea più danni che benefici e finisce per curare i suoi interessi e non quelli del Novara come invece devo fare io. Guardate la tanto osannata bandiera ex capitano Rubino. Dopo la retrocessione in lega pro col Varese convoco tutti il giorno dopo e lui non si presenta, lo chiamo al telefono e lui mi risponde “è necessario che venga? sto partendo per le vacanze”; ditemi voi se questo è amare Novara? Capitolo allenatori: ormai potrei anche non fare più i colloqui, tanto non servono a nulla, tutti gli allenatori ti dicono le stesse cose: “Presidente io voglio vincere, non sono schiavo dei moduli, il modulo va adattato ai giocatori e sono uno che cambia in corso in funzione della situazione”. Per me contano tre cose in un allenatore: l’impressione a pelle, che il mio DS sia al 100% d’accordo sulla scelta e che il  futuro allenatore abbia fame di vittoria ma che non sia disposto a fare qualsiasi cosa per ottenerla, perché un allenatore capace a passare sopra qualsiasi cosa per vincere è un allenatore che è pericoloso perché, qualora capitasse l’occasione, potrebbe arrivare a fare qualcosa per cui la Società potrebbe un giorno pagare. Baroni? sapete perché ho deciso di non rinnovargli il contratto? Perché dopo Pescara io ero incazzato come una iena perché ci credevo nella promozione in A e lui invece era lì che si pavoneggiava e rideva, perché si riteneva soddisfatto e finalmente aveva potuto fare i playoff che aveva sempre mancato. Ecco, a me è sembrato un allenatore ormai arrivato e questo non mi piace.

Ovviamente i diretti interessati non hanno potuto smentire o confermare in quanto assenti ma non importa, questa chiacchierata con MDS, per la quale devo dare per scontato sia stata sincera e non ci abbia preso per il culo, ha forgiato in me la convinzione che Boscaglia debba essere mandato via. E questo anche per un discorso di logica. Hai deciso di avere allenatori “volanti”, non ti sei fatto scrupoli nel silurare i precedenti allenatori che avevano ampiamente raggiunto gli obiettivi e li hai salutati cercando “il pelo nell’uovo”, mi vieni a parlare dell’importanza che l’ambiente non si schieri mai a favore di un tuo tesserato e la volta che trovi la quasi totalità dell’ambiente che considera il tuo allenatore (in scadenza) una pessima figura, tu che fai? gli rinnovi il contratto esponendoti al rischio di avere tutti contro? per cosa poi? in nome di una falsa continuità che non potrà mai avere riscontro sul campo visto che, come detto, abbiamo vissuto in questi giorni il festival dei saluti da parte di giocatori che avrebbero dovuto essere fondamentali la prossima stagione. Se in MDS esiste un minimo di logica, coerenza e lucidità non posso credere che si arrivi al rinnovo.

Poi, per carità, Boscaglia è arrivato nono, non è retrocesso. E parte del suo fallimento iniziale è sicuramente imputabile ad una campagna acquisti estiva quanto meno insufficiente, e di questo dovrebbero rendere conto ciglia tonante e lo stesso MDS più di Boscaglia, ma visto che noi siamo quelli di “Novara è una città particolare, piccola, dove tutti parlano e che tende a far diventare miti figure di allenatori e giocatori che non hanno titoli per esserlo”, nel momento in cui abbiamo capito di avere uno che non sarà mai mito allora te lo tieni per il gusto di avere uno che sta sul cazzo a tutti? Per “farla alla piazza” e dimostrare di essere più competente tu di tutti?

Non ho mai avuto problemi nello schierarmi contro Boscaglia anche prima di aver parlato con MDS, e l’ho sempre fatto in maniera chiara, ragionata e ponderata in base a ciò che ho visto e sentito da parecchi addetti, non fraintendibile e senza 2500 sfumature differenti che mi metterebbero nella condizione di uscirne comunque bene a seconda delle scelte che verranno fatte, perché per me al primo posto non viene Boscaglia, ciglia tonante o MDS ma viene la maglia azzurra del Novara Calcio. Io tifo per lei, a prescindere da quale possa essere l’allenatore, senza alcun interesse personale o coerenza da difendere perché la mia coerenza si chiama presenza, passione e mal di stomaco quando le cose vanno male. Credo che Boscaglia abbia molti più demeriti che meriti ma non ho intenzione di trovare centinaia di argomentazioni tecnico scientifiche e tutte facilmente smontabili per supportare la mia tesi, perché credo che chi ha vissuto questa stagione, e sapendo che l’allenatore è in scadenza, non possa sostenere la sua riconferma. Con questo non entrerò mai più in argomento; che la Società faccia un po’ quello che gli pare, sperando faccia il meglio ovviamente. Non ci sono fazioni da mettere in guerra tra loro o linee di pensiero da far vincere. C’è solo da lavare la maglia usata fino a tre giorni fa dai vecchi giocatori e riconsegnarla pulita a quelli nuovi che verranno. Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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