Fino alla fine Editoriale

Un finale di campionato con due partite in 5 giorni di cui l’ultima spesa più che a guardare una partita vinta, ma giocata con lo spirito di chi è prossimo alla vacanza, a fare conti e a studiare improbabili combinazioni di risultati futuri per capire se era già giunta l’ora del rompete le righe oppure no, è un finale che merita almeno un’ultima attesa prima di fare bilanci definitivi. Non sarà probabilmente la trasferta di Carpi a cambiare il giudizio finale ma comunque, seppur le probabilità sono oggettivamente basse di poterci giocare la A, può sicuramente modificarne il senso e restituirne un’immagine e un ricordo totalmente differente. Non percepisco intorno a me un clima da battaglia, di quelli che vogliono armarsi di scudo e spada per provare a fare l’impresa in attesa di qualche regalo da Frosinone, ma è altresì evidente che quest’anno non abbiamo mai dato l’idea di essere una squadra e un ambiente da video emozionali bellici, ma piuttosto una da infradito e cuffiette nelle orecchie, che sembra in gita e si imbuca in una piscina privata per poi rovinare la giornata del proprietario e magari lasciargli pure l’immondizia sul giardino. Per cui giovedì sera potremmo pure rompere i coglioni al Carpi con la giusta dose di simpatia e classe che non sarebbe uno scandalo, anzi. Chissà.

Non credo che riusciremo ad accederci ai playoff, non credo nemmeno che possiamo dire di meritarli, ma queste son considerazioni che lasciano il tempo che trovano perché ciò che conta sono i fatti. Ad una giornata dal termine il primo fatto, oltre alla salvezza di cui abbiamo già ampiamente trattato, è quello che siamo comunque ancora in gara  per accedere agli spareggi. Questo è incontestabile. Poche possibilità, ma se siamo qui che facciamo i conti vuol dire che siamo “ricchi” e che sicuramente abbiamo ancora qualcosa da poter dimostrare fino alla fine. Il secondo fatto è che, forse per la prima volta, pare abbiamo davvero un quantitativo di giovani alle spalle sui quali il giudizio non è più “ma sì, c’è qualcosa, tra i giovani si son fatti valere, speriamo in bene e nel culo” ma è diventato un “ok, questo non sembra essere una pippa, ora inseriamolo gradualmente nel gruppo”. Che se è vero che non cambia la sostanza perché si parla di giocatori ancora non totalmente pronti è altresì vero che questi ci mettono nelle condizioni di poter concentrare gli interventi sul mercato per un numero di giocatori minori ma affidabili, e non di dover rivoluzionare totalmente una rosa ormai morta. Quindi, in qualche modo, la nostra è una squadra che autorizza a credere di avere un futuro. Se è vero che i campionati sono fatti di presente, e che quindi interventi decisi e importanti andranno fatti, a differenza del passato c’è molto materiale in proiezione spendibile. E non è poco.

Carpi Novara a mio avviso sarà una partita che ci potrà dare ancora tante risposte. Sarà un’ultima prova di appello per il gruppo di dimostrare, fino alla fine, di crederci. Perché un gruppo vincente lo si costruisce proprio forgiando la mentalità partita dopo partita. Come detto non sarà giovedì sera a poter cambiare il giudizio su una stagione ma sarà assolutamente esemplificativo della stessa. Entrare in campo molli o incazzati può essere totalmente ininfluente ma fa la differenza per chi, come me, è ancora alla ricerca della verità sul quesito “sono uomini o sono stronzi?”. Vedere un Galabinov a caso giocare alla morte e sbattersi fino alla fine può essere totalmente ininfluente ai fini del risultato o del giudizio sulla sua stagione ma può fare la differenza per chi, come me, è ancora alla ricerca della verità sul quesito “è un un combattente, un leader o uno dei tanti stronzi di categoria?”. Vedere un allenatore in panchina che, al di là delle dichiarazioni ovvie, sia incazzato e provi a caricare la squadra per questa ultima partita come se fosse una finale di Champions può essere totalmente ininfluente ai fini del risultato o del giudizio sulla sua stagione ma può fare la differenza per chi, come me, è ancora alla ricerca della verità sul quesito “ma questo è un pirla oppure no?” (beh io onestamente non ho dubbi da mesi su questo quesito, ma vabbè.. era per dare l’idea).

E poi ci siamo tutti noi tifosi. Dal primo all’ultimo, che ci siamo meritati questa ultima partita ancora in gioco, che spero la vivremo come un premio e come una gioia da poter vivere prima di andare in vacanza. Senza l’assillo della vittoria o l’ansia della prestazione e della polemica preventiva, perché siamo sinceri, dei playoff in quanto tali che probabilmente non vinceremmo mai manco a comprarci le partite non ce ne frega nulla, ma quell’orgoglio di essere comunque arrivati alla fine di questa stagione molto complicata e particolare da vincitori morali non ce lo può togliere nessuno. Siamo forse sempre meno di una volta, siamo delle grandi teste di cazzo che come tutti sbagliano, ci permettiamo il lusso di perdere pezzi per strada e siamo pure criticati ma comunque ci siamo sempre. Ecco spero che in tanti, compatibilmente con gli impegni professionali di ognuno, giovedì sera si riempia il settore ospiti della non lontana Carpi, fregandocene del fatto che magari assisteremo ad una partita squallida tipo Vicenza o una da manuale tipo Verona, perché questo è un problema solo dei giocatori e della Società. I tifosi del Novara hanno tutto il diritto di festeggiare comunque una stagione condotta con tanta dignità e a testa alta, e per questo dobbiamo urlare Forza Novara fino alla fine. Da venerdì si aprirà un mondo, un nuovo mondo, che affronteremo con la solita passione e coscienza critica che ci contraddistingue, ma sempre animata dal nostro cuore azzurro.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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