La trasferta dello spritz Trasferte

A volte mi capita di essere assalito da una irrefrenabile voglia di scrivere.
Il problema più evidente è che però, purtroppo, quando vengo invaso da questa necessità, il più delle volte non so che cazzo scrivere.

È come quando hai i denti sani e forti ma ti manca la sostanza carnosa da masticare.
Non mi viene niente in mente, neanche la piú piccola idea o il piú recondito degli argomenti.

Bene, questo è proprio uno di quei momenti, dunque ora proseguirò a braccio, convinto che prima o poi qualche cosa di buono salterà fuori, almeno lo spero per voi.
Beh, per fortuna problemi di salute e di condominio di cui discutere, a parte i piccoli incovenienti di routine, in giro non ce ne sono, per cui l’asticella la posso tranquillamente abbassare, quindi entrano in gioco argomenti più “leggeri” ma non per questo meno importanti.

Vabbè avrete capito dove andrò a parare.
Lunedí ero a Vicenza.

Certo, ero a Vicenza, con quegli amici che ormai mi accompagnano con pazienza certosina quasi fossero crocerossine, in giro per l’Italia al seguito di quella scia azzurra che non ce la sentiamo di lasciare da sola, sfruttando quelle sinergie che si sviluppano spontaneamente.

E allora ci si organizza e ci si accorda, l’addetto al vettovagliamento cerca e trova posti dove se magna bene a prezzo buono, e si parte con uno spirito che solo le grandi avventure vissute con gli amici possono giustificare.

La città che ci ospita offre sempre bellezze e abitudini che ogni volta rinnovano il nostro interesse, più che per le opere d’arte, per gli innumerevoli argomenti enogastronomici verso i quali subiamo un irrefrenabile richiamo: in poche parole, più dell’arte potè la fame!!

E a volte capita, nonostante tutto, che la giornata, anzi la trasferta, possa essere distratta da situazioni che mai avresti immaginato e la cui tristezza potrebbe essere pari alla delusione di scoprire che un Sorí Tildin di Gaja che hai appena aperto, denunci un insopportabile sentore di tappo.
Quanto sopra avrebbe il potere di destabilizzare l’equilibrio umorale di chiunque, fatto salvo per il Direttore di questo blog, avendo egli parametrato i suoi valori organolettici sulle “frequenze” di una bonarda OltrePo Pavese del 2007, peró bevuta oggi.

Grande editorialista, il Vannu, preciso e pungente come un gancio di Sugar Ray Leonard, ma come esperto di vini…beh, scegliesse lui il “bere” i suoi commensali godrebbero di tutta la mia solidarietá e umana comprensione.

Però poi lo stadio ci attende con tutte le sua incognite, i suoi misteri, i suoi dubbi, e consapevoli del fatto che il calcio è in fondo il più bel gioco d’azzardo dove punti tutto sulla tua indomabile fede, metti in atto tutti quei riti propedeutici alla buona riuscita del risultato. Quindi si osservano e si ripetono tutte quelle “operazioni” che possano favorire l’ultimo risultato positivo per i colori azzurri in qualsiasi luogo d’Italia si sia manifestato.

Poi succede quello che mai e poi mai avrei potuto immaginare per questa trasferta per me ma soprattutto per il mio Presidente, che mai come in questo caso ho visto soffrire.
Se tutti facessero il loro dovere con dedizione e impegno, dando tutto fino in fondo, figure di merda come quella andata in scena Lunedì sera a Vicenza non potrebbero verificarsi.

Sarà per la scarsa lucidità, forse anche la stanchezza dovuta agli impegni così ravvicinati, fatto sta che prestazioni così andrebbero prontamente censurate.
Dunque delusione, sconforto e un tantino di rassegnazione, devo ammetterlo, sono state le emozioni negative che ci hanno assalito nel momento in cui, io e il mio Presidente abbiamo scoperto che lo Spritz bianco che avevamo ordinato in un bar di Piazza delle Biade a Vicenza, altro non era che una miscela di vino bianco e acqua con una scorzetta di limone e tanto ghiaccio, tanto quanto ne puoi trovare al circolo polare artico.
Intanto fuori faceva un freddo della Madonna e tirava una burella che neanche a Courmayeur il mese di gennaio.
Ci siamo rimasti male, molto male…poi la partita ha fatto il resto, anche se oramai la tragedia era già andata in scena: il vino mischiato all’acqua!!!
Mancando di rispetto a colui che, festeggiata la sua resurrezione non piú tardi della scorsa settimana, aveva trasformato l’acqua in vino.
Ecco, servirebbe un miracolo cosí.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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