Sognare non costa mai nulla Uncategorized

Incredibile il calcio. Se mi aveste chiesto il nome di una squadra ai vertici della mia personalissima classifica stilata in base a quelle che mi stanno più sui coglioni a causa di un numero infinito di teste di minchia che la rappresentano, e che quindi mi avrebbero fatto godere maggiormente in caso di vittoria, non avrei avuto dubbi nell’indicare il Frosinone. Il tutto nonostante una simpatia di fondo verso tutta la Ciociaria e la consapevolezza della loro oggettiva forza che ammetto avevano relegato ai minimi storici le mie aspettative sull’esito della gara. Insomma, idealmente ero pronto ad assistere a qualcosa di molto simile visto a Bari e Ferrara, dove se andava bene si portava a casa un punto e se andava come i bookmakers pensavano si sarebbe beccato. Ci stava, nulla di scandaloso. Ma prima della partita succedono quelle cose strane, che solo gli attenti osservatori dotati di buon cuore e apertura mentale notano, ovvero alla notizia dell’ennesima rivoluzione tra gli undici con conseguente schieramento di Selasi dal primo, Ciumi ostenta l’ottimismo dei giorni migliori e indossa lo smoking delle grande occasioni urlando: “non capite un cazzo!! Questa è la prima formazione seria che il Napoleone mette in campo; Selasi in un centrocampo a tre ti dà la copertura e permette a Casarini e Cinelli di coprire le fasce…un cazzo capite”. Se Ciumi sia quello del gruppo che ne capisce di più di calcio o quello che semplicemente ha più culo nel momento in cui spara come noi un mucchio di minchiate non lo capirò mai, fatto sta che l’essere d’accordo con Boscaglia è un evento che sicuramente avrebbe avuto un suo peso sull’andamento della gara.

E infatti. Credo che una squadra più indecifrabile e indefinibile di noi difficilmente si possa trovare. Nel momento in cui tutto va male è capace di sfornarti prestazioni complessivamente superbe al pari di veri e propri obrobri e bestemmie calcistiche che ti lasciano inquietato. Eppure possiamo raccontarci tutto quello che vogliamo ma, se è vero che quello che conta è la classifica, è quindi incontestabile il fatto che questo Novara ha raggiunto il principale obiettivo stagionale sufficientemente in anticipo da consentirci di catalogare la stagione come positiva. Questa deve essere la base di partenza di ogni ragionamento perché altrimenti si corre il rischio di trincerarsi dietro una posizione preconcettuale che fa perdere credibilità. Fermo restando tutte le lecite considerazioni e impressioni espresse nel corso di questi mesi (che intendiamoci, sottoscrivo e firmo ancora oggi) che ho cercato, per quanto ne sono stato capace, di argomentare sempre. Ma siccome non sono uno di quelli che “per farlo alla moglie se lo taglia”, ma anzi faccio parte della categoria che pensa sia meglio ciulare che restare a bocca asciutta, plaudo il raggiungimento della tanto decantata soglia psicologica dei 50 punti, considerata il traguardo della salvezza.

Adesso si apre un mondo di considerazioni e ragionamenti. Se è vero che da settembre tutti dicono “arriviamo a 50 punti e poi divertiamoci”, bene è giunto il momento di farlo. E credetemi, non è un eccesso di cinismo o una sorta di eccesso della malattia chiamata “mai cuntent 2.0”, ma spostare l’asticella degli obiettivi sempre un po’ più in su è uno dei valori che mi è stato insegnato, e mai come oggi credo debba essere abbracciato dalla squadra e dalla tifoseria. Se concordate con me su quanto scritto lo scorso editoriale:

Siamo arrivati a Pasqua col paradosso che nessuna squadra forte ha dimostrato di esserlo più di noi esattamente come noi non abbiamo mai dimostrato di essere superiori a una delle tante considerate più deboli

e dando per scontato che i playoff li giochino le squadre forti, allora questo Novara ha l’obbligo morale di provarci. Siamo paradossalmente nella situazione di essere la mina vagante perché, Spal a parte che probabilmente vincerà direttamente il torneo, abbiamo fatto male almeno una volta a tutti, o comunque siamo stati in grado di giocarcela. (si dai non fate le suocere, l’Entella lo dobbiamo ancora bastonare). E perché mai non dovremmo rifarlo? E’ in questi casi che una squadra può fare la differenza e smentirmi quando sostengo che l’annata attuale corra il serio rischio di essere solo ricordata negli almanacchi, ed è la sfida che mi permetto di rilanciare a Società, giocatori e tifosi: non accontentiamoci del minimo sindacale, nemmeno quando questo è comunque “tanto”. Ma proviamo a sognare. Cosa abbiamo da perdere?

Indossiamo pure noi come Ciumi lo smoking delle grande occasioni e imbracciamo le nostre armi: sciarpa, maglietta e voce. Dire che Boscaglia è un mediocre e che abbiamo una squadra di “merda” lo abbiamo già fatto in questi mesi, spesso prendendoci, ora diamogli il giusto credito che hanno dimostrato di meritare. Credetemi, non è incoerenza ma solo intelligenza.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: