Il tifoso turista Uncategorized

Ferrara è una di quelle città per la quale non partiresti mai di proposito per andare a visitarla.
Bella, si, d’accordo, interessante di certo, ma mentre, chessò, a Firenze, Roma, Napoli ci partiresti apposta per dedicare loro tre quattro o cinque giorni, Ferrara, difficilmente potrebbe vantare questo privilegio.
Ma capita però che il calendario della serie B proponga, in un martedì sera perso ancora tra l’indefinizione metereologica delle due stagioni, uno Spal-Novara serale di tutto rispetto.
Eccola allora l’occasione che conferma l’esistenza del cosiddetto ” tifoso turista”; cioè quell’appassionato di calcio innamorato della propria squadra, che sfrutta la trasferta per visitare una tal città e non solo riguardo l’aspetto artistico, ma bensì godendo anche di ciò che la città stessa offre nell’ambito della tradizione enogastronomica.
E allora ci si organizza, cavolo!!!
Chi viene, che facciamo una mangiata della Madonna e poi ci portiamo a casa i tre punti?
Vengono analizzati attraverso “trip advisor” almeno una cinquantina di trattorie e ristoranti nel raggio di trenta Km, ma nessuno di questi è disposto a servirci la cena entro un orario utile a garantirci il raggiungimento della stadio entro l’ora dell’inizio della partita.
Allora si opta per una cena al sacco, chi porta questo chi porta quest’altro, e alla fine c’è tanta di quella roba che se ripartita e ben conservata potrebbe bastare per le rimanenti trasferte da qui alla fine del campionato.

Non ci vuole molto a mettere insieme il numero necessario a riempire un pulmino, quindi si va, partenza.
Alla guida Guido e con quel nome non poteva che essere così.
Subito ci si accorge che il mezzo è dotato di ogni comfort, a differenza di quello che ci accompagnò nella lunga trasferta di Pescara lo scorso anno, ma siccome sono le imperfezioni che ci rendono autentici, notiamo immediatamente che manca un “qualcosa” a cui attaccare le caccole che, nell’altro pulmino venivano pazientemente appiccicate su di un pezzo di rivestimento del tettuccio che risultava scollato.
La città estense offre al turista occasionale bellezze come il Castello, Palazzo Diamanti e la Cattedrale di San Giorgio, però appena passate le 17:30 già qualcuno comincia a battere cassa al vivandiere, il quale, conoscendo le sue bestie, autorizza la ricerca di un luogo congruo alle nostre esigenze; le bellezze e la visita alla città possono aspettare, tanto qui ci torneremo l’anno prossimo, in quanto con i tre punti che oggi porteremo a casa, la Spal sarà fottuta.

Individuato un parco giochi, di quelli che in estate da queste parti sono pieni di bambini e zanzare, il mastrovivandiere estrae da una frigorifero portatile una fila di salami il cui aroma al taglio avrebbe il potere di farti dimenticare anche un’udienza dal Papa.
Si, peró con una bella micca con il salame non deve mancare un buon bicchiere di vino.
Giá, il vino!! Anche in questo caso ci sono talmente tante bottiglie che nemmeno in una cantina sociale…peró…peró…”chi ha porato il cavatappi, il tirabüchon, al cavastupón??”
Ovvio e scontato: nessuno. Dunque inizia una ricerca affannosa del prezioso attrezzo sul mercato locale.
Qualcuno suggerisce di suonare il campanello di un paio di abitazioni, ma l’idea di passare per molestatori, se non addirittura truffatori, o peggio per testimoni di Geova, ci fa soprassedere.
Un bar, urge un bar,uno di quelli con il padrone con la faccia bonaria e paciosa stile gestore del Circolo operaio agricolo, insomma uno di quelli che da noi erano in voga negli anni sessanta ed era un po’ come sentirsi a casa.
Ne identifichiamo uno poco distante dal nostro punto di ristoro volante, mentre noi ci si affida a un sorteggio per stabilire chi dovrá affrontare l’oste.
Il quale ha una faccia tutt’altro che rassicurante, ma, soprattutto, indossa una maglia a striscie bianche e azzurre che sicuramente non stanno a indicare che l’oste tifa per il Lecco. Palpabile imbarazzo, ancorpiú alimentato dalla vistosa maglia azzurra indossata dal nostro incaricato.
Comunque un cavatappi ce lo presta ugualmente…quando si dice che il vino mette tutti d’accordo, tutti, ma noi no, noi siamo la prova provata che ognuno ha i suoi gusti, difatti a un paio il bianco mette acidità, ad altri quattro il rosso risulta essere pesante, mentre i rimanenti preferirebbero un vino, bianco o rosso non ha importanza, purché abbia le bollicine.

Intanto ci si rende conto che l’ora di raggiungere lo stadio è ormai prossima…il resto lo si conosce…purtroppo, in quanto incrocia il destino dell’arbitro Pezzuto, il cui nome digitato su “arbitro bastard and disonest” risulta essere figlio di una bella pezzata bruna razza scottona.
Ci si incammina mesti e silenziosi verso il pulmino che potrà così offrirci le sue prestazioni legate al viaggio di ritorno con il vivandiere disoccupato causa la fine di ogni vettovagliamento.
Senza i tre punti in palio stasera, dirottati da quel bastard disonest a rimpinguare la classifica della Spal mi sa che il prossimo anno a Ferrara sarà difficile tornarci in quanto questi andranno su…beh, adesso che ci penso potremmo tornare, prima o poi, con la scusa di restituire il cavatappi, tirabüsción, cavastupón con cui sto giocherellando per ingannare il tempo che scorre lentamente tra le corsie dell’ autostrada.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: