Elogio del brutto Uncategorized

Finalmente Ferrara. Meta che mancava nel mio curriculum e che ha sempre avuto un certo fascino ai miei occhi per tre motivi che adesso vi racconto. Primo, la posizione geografica che…boh. Parliamoci chiaramente: a meno che non facciate i professoroni di geografia o vantiate parentado in loco, alla domanda “ma Ferrara è in Emilia o in Romagna?” andate in merda. Non ci credo che la massa possa rispondere al primo colpo senza sparare a caso. Ecco, da Novarese rappresentante di un’etnia considerata dal popolino (e non solo) lombarda invece che piemontese, subisco il fascino di quelle città che mettono in crisi le convinzioni di un po’ tutti. Secondo, la S.P.A.L. Tutti almeno una volta nella vita ci siamo chiesti il significato di queste 4 lettere, immaginando le più improbabili combinazioni infarcendole con un paio di parole latine messe a caso nella speranza di prenderci. Dai, ci sta non saperlo, è stata pure una domanda di Gerry Scotti a chi vuol essere milionario, peraltro fatta quasi alla vetta del milione. Ed infine il terzo, ma non ultimo in termini di importanza, i ricordi di un’infanzia passata davanti alla tv a vedere varie immobiliari offrire strepitose ville a 20 milioni di lire ai lidi ferraresi che, sperando di non urtare la sensibilità di chi ci abita, ma che cazzo sono i lidi ferraresi, ma chi minchia ci va, ma soprattutto, come fanno a vendere ville a 20 milioni di lire????? Tutto questo per me è Ferrara.

Ormai siamo ad Aprile e la classifica è ben definita. Come finirà lo scopriremo tra qualche settimana ma il fatto incontestabile è che la S.P.A.L. corre seriamente il rischio di giocare il prossimo campionato nella massima serie. E avendo vissuto in prima persona il casino per arrivarci in quello stadio parecchio vecchio (ma prossimo al restauro), e soprattutto posizionato in una zona infelice per la scomodità, le rotture di coglioni e gli oggettivi disagi che le misure di sicurezza di una partita possono causare a chi ci abita, viene difficile credere che questi possano davvero affrontare e gestire una trasferta di tifosi della Juve o della Roma, tanto per citarne due con molto seguito di tifosi. Roba che se Lotito si accorge di questo “pericolo”, minimo fa ripescare il Carpi, che almeno con Modena risolvono il problema. Questa considerazione sull’inadeguatezza logistica, ampiamente condivisa da molti presenti ieri sera, ha fatto maturare in me (in noi)  una serie di banalità e convinzioni tipo che “questi non vogliono salire, troppi casini infatti hanno mollato, e poi non li vorranno mai in A”. E infatti. Rigore regalato, tutti a casa olè.

Ho davvero una scarsa conoscenza del giuoco del calcio per permettermi di disquisire di schieramenti e tecnica, e tutto questo ammetto che in qualche modo possa penalizzare i miei commenti e le mie impressioni, sempre forse troppo “a pelle”. Sono circondato da pareri collettivi tutto sommato positivi, che mi raccontano di una prestazione maiuscola, di una certa solidità difensiva che ha permesso di limitare i pericoli contro una pretendente alla promozione diretta che, questo è vero, praticamente non ha mai tirato in porta prima del rigore francamente discutibile. Parto quindi sempre dal presupposto che abbiate tutti un po’ ragione e io torto, ma alla fine credo anche che, seppur ci si arrivi partendo da due strade differenti, la meta comune sia sempre la stessa: ammettere che siamo una “squadraccia”, nel senso buono del termine. Che si salva ma che più di tanto non può fare. Abbiamo provato nel corso dell’anno a trovare più capri espiatori, a prendercela con questo e con quello. Per qualche mese abbiamo tutti pensato che il problema fosse l’allenatore ma alla fine credo si possa solo alzare bandiera bianca e ammettere che la colpa sia di nessuno e di tutti. Perché appunto siamo una “squadraccia”. Che può vincere un po’ di partite come di perderne, ma la sua incostanza e incapacità di essere più forte delle difficoltà la renderà sempre avara nel regalare emozioni.

Però penso pure che alla fine ce ne dovremo fare un po’ tutti quanti una ragione, accettare annate così che, è bene ricordare, probabilmente dovrebbero rappresentare la normalità per una realtà come la nostra, e provare a vivere meglio il tutto. Per esempio pensando che comunque noi ci siamo. Facciamo parte di questo spettacolo chiamato serie B che, seppur un po’ mortificato dalla penuria tecnica, continua a certificare il fatto che esisti a certi livelli. E Novara, in questi livelli, ci sta alla grande. Per cui godiamoci queste otto partite che mancano alla fine, imparando a ridere un po’ di più sugli spalti e tra noi tifosi, perché tifare per una squadra di serie B è bello, e se tifi per una squadra di provincia lo è ancora di più.

Facciamo cagare? Si, Chissenefrega. Elogiamo per una volta il brutto, perché ad applaudire le belle squadre come la S.P.A.L. sono capaci tutti. Applaudire chi ti schiera Bolzoni e Lukanovic titolari e non tirare (quasi) mai in porta non è da tutti. Ma fa la differenza.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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