L’Avellino di Juary A casa d'altri

Spesso le sinapsi aprono scenari che giacevano nei meandri reconditi della mente. Oggi guardando il prossimo turno di campionato mi sono soffermato sulla partita del Novara. Trasferta ad Avellino: flashback immediato che mi ha riportato ad un’immagine rimasta indelebile negli anni. JUARY, un’attaccante brasiliano che in maglia biancoverde ha fatto goals e mirabilie, soprattutto con quella corsa sfrenata verso la bandierina mimando una danza indiana (intesi come pellirossa).

Il gesto così spontaneo generò uno spirito di emulazione che in quel periodo contagiò i campetti di periferia che anche senza le luci della ribalta riproponevano quell’esultanza così singolare. Ci trovavamo al cospetto di un Avellino che in special modo tra le mura amiche era difficilmente superabile. Una squadra che suscitava simpatia e nella quale era approdato Massimo Venturini. Novarese fino al midollo che ci faceva sperare di raggiungere un giorno la serie A, visto che lui ce l’aveva fatta perché il Novara non poteva fare lo stesso?

Sono passati alcuni decenni tra gioie e delusioni ma con la stessa identica passione per quell’azzurro che mi infiamma il cuore convinto che la prossima partita mi riserverà emozioni sconosciute. Emozioni legate non solo al risultato ma espressione di quell’azzurro che abbiamo dentro.

Siviersson


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