Leonida Robbiano Storia e memoria

Sovente ci ritroviamo a commentare ed esprimere giudizi con un linguaggio ipocrita ed edulcorato, tendente ad appiattire ogni velleità e lo giustifichiamo con la “buona educazione”. Chiunque abbia una passione VERA e voglia perorare la propria causa, volente o nolente sarà: POLITICALLY INCORRECT. Accade in ogni ambito della vita ed il calcio è uno specchio fedele di questo. Imponderabile e fervente trasporto per i propri colori (AZZURRO NOVARA) immarcescibile fonte di emozioni in un coacervo contraddittorio di sensazioni ed al contempo un’inesauribile fede che sfocia nell’esoterico. Riti apotropaici degni di Pizie ed Aruspici nell’intento di dominare gli eventi a proprio favore. Tutto ciò si racchiude in una sola frase: “LA MIA FEDE È UNA SOLTANTO NOVARA CALCIO E ME NE VANTO”. Proprio perché ho fatto del politically incorrect una convinzione e uno stile di vita, a maggior ragione in questa settimana dove gli sfottò sono all’ordine del giorno mi vedo costretto a perorare la causa di Leonida Robbiano, aviatore che ha pagato con la vita la sua volontà a contribuire a tracciare la via per i voli oggi definiti internazionali, ma a quei tempi conosciuti come trasvolate.

Il suo nome per 60 anni è stato sinonimo di stadio per quelli con la maglia bianca. Peccato che hanno deciso di farlo morire una seconda volta; come? Cancellandolo dalla storia in un susseguirsi di incuria ed ignoranza, sfrattandolo dal suo stadio e relegandolo ad una semplice ed insignificante targa commemorativa. Chi cancella la propria storia cancella il proprio futuro ed oltre Sesia sono molto bravi in questo.

Sicuramente anche quelli con la maglia bianca andranno in vacanza in luoghi esotici ed utilizzando l’aereo un piccolo grazie lo dovrebbero anche a Leonida Robbiano, che invece hanno cancellato, tradito e vilipeso in un crescendo di ignavia e mancanza di rispetto!!

Siviersson


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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